| Diagnosi
Qualora venga documentata a livello clinico, in un paziente, la presenza di
un disordine funzionale a livello cranio - mandibolare (rumore, dolore,
deviazione, limitazione del movimento) si dovrà procedere ad un approfondimento
diagnostico - strumentale volto ad avvalorare l’ipotesi diagnostica, che per
motivi di ordine epidemiologico, dovrebbe essere formulata primariamente cioè
quella di artropatia disfunzionale temporomandibolare. A questo scopo
risulta particolarmente utile l’impiego di bioimmagini delle articolazioni
temporomandibolari e in caso se ne disponga, di esami elettrofisiologici
(fonoartrometria ed elettromiografia). Le diagnosi differenziali che in
questi casi vanno prese in considerazione perciò comprendono:
·
Artropatie degenerative/disfunzionali (artrosi) · Artriti (immunopatologiche,
infettive, postraumatiche, ecc.); · Malformazioni condilo - mandibolari; ·
Neoplasie dell’ATM (primarie o metastatiche)
Un attento esame
anamnestico, un ’imaging’ (esame radiologico) razioinale (tomografie, TAC, RNM,
Scintigrafia/SPECT) ed eventuali esami di laboratorio (ematochimici,
immunoistochimici) dovrebbero orientare la diagnosi nei casi in cui esistano
dubbi interpretativi.
Criteri
diagnostici
Morfo/bio/funzionale -Bioimmagini delle atm (TC, NMR,
Spect) -Artrocinematica delle
ATM
Clinico -Storia del caso
(anamnesi) -Esame clinico -Esami strumentali
(documentativi)
Patologico -Esame anatomopatologici e
istologico -Artroscopia con o senza
biopsia
Riabilitazione della funzionalità mandibolare Il
trattamento delle artropatie disfunzionali temporomandibolari dovrebbe essere
affrontato con la consapevolezza che la possibilità di operare efficacemente sul
sintomo (rumore, dolore, limitazione) è generalmente proporzionale alla gravità
del sintomo stesso. Ne consegue che la maggiore aspettativa di successo va
riservata ai casi acuti e gravi (blocco in chiusura e in apertura della bocca,
associazione di rumori e dolori a carattere progressivo, ecc.) mentre sintomi
minori e non invalidanti dovrebbero in genere essere scarsamente considerati
quali indicazioni ad un trattamento (rumori lievi in assenza di dolore e di
alterazioni strutturali). Risultati
recenti relativi al controllo strumentale longitudinale effettuato prima e dopo
un trattamento con placche occlusali suggeriscono grande cautela
nell’applicazione anche se saltuaria di tali apparecchiature, in considerazione
del rischio di una lesione iatrogena, indotta nell’articolazione controlaterale
a quella affetta, non rilevabile con il solo esame clinico. La possibilità
che una patologia incipiente a rapida evolutività si manifesti in un giovane e
sia suscettibile di un trattamento rapido ed efficace consigliano tuttavia di
riferire ad un esame specialistico tutti i casi in età infantile od evolutiva
che presentino anche uno solo dei sintomi caratteristici di questa
patologia. Il trattamento delle artropatie disfunzionali dell’ATM va distinto
in: · Trattamento delle emergenze (ipomobilità, dolore acuto) ·
Trattamento dei casi subacuti o cronicizzati (dolore cronico, rumore, deviazioni
del movimento)
Trattamento
delle emergenze disfunzionali Ipomobilità mandibolare (blocco in chiusura e in
apertura)
Una limitazione acuta della mobilità mandibolare
(ipomobilità) può presentarsi con una riduzione più o meno importante del grado
di apertura della bocca (blocco in chiusura o “closed lock” degli autori
anglossassoni) o con una impossibilità di chiudere la bocca portando i denti in
occlusione (blocco in apertura o “open lock”). Il blocco in chiusura
si presenta in genere in soggetti con una storia più o meno durevole di rumori,
associati o non a dolore e raramente, nei casi disfunzionali monolaterali
comporta l’impossibilità di svolgere le usuali attività funzionali
(masticazione, fonazione).
Nei casi con ipermobilità e
incoordinazione condilo - disco - temporale, il blocco è generalmente causato da
una dislocazione acuta che sovverte l’assetto posizionale delle strutture
intracapsulari per migrazione antero mediale del disco e latero posteriore del
condilo. Il paziente si
presenta con: · Riduzione più o meno marcata
dell’apertura della bocca; · Laterodeviazione importante dal lato affetto (in
massima apertura); · Eventuale dolore in sede dell’articolazione
affetta.
La diagnosi viene confermata con il rilievo radiografico della
ipomobilità condiale. La risoluzione del blocco è spesso spontanea, o
provocata da manovre automatiche che il soggetto pone in atto per vincere la
resistenza alla apertura completa della bocca. Nei casi che si presentano
all’odontoiatra, il trattamento suggerito è il seguente: · Mobilizzazione
progressiva dell’articolazione dislocata mediante istruzione del paziente a
movimenti di mediotrusione associati a movimenti di apertura della bocca
(autofisioterapia, fisioterapia attiva), · Applicazione temporanea di placche
di riposizionamento in posizione medio - protrusiva per il condilo
dislocato.
Nei casi che non si risolvano entro 7-15 giorni col
trattamento suddetto è consigliabile indirizzare il paziente in sede
specialistica per una riduzione manuale da attuare in narcosi, onde evitare
danni iatrogeni alla ATM affetta, per lacerazione del dispositivo legamentoso
intra o pericapsulare. La medesima manovra può essere una causa di danno alla
ATM controlaterale se si instaura una notevole resistenza alla manipolazione per
contrattura.
Per blocco in apertura si intende il repentino istaurarsi
di un’incapacità di chiudere in modo completo la bocca con impossibilità di
portare i denti in massima intrecuspidazione (blocco parziale): E’ in genere la
conseguenza dello scavalcamento anteriore dell’eminenza e del disco da parte del
condilo (ipermobilità/dislocazione anteriore del condilo e posteriore del
disco). Durante i tentativi forzati e ripetuti di chiudere la bocca il
soggetto può avvicinare le arcate alla massima intercuspidazione recuperando la
testa condilare al centro della fossa, (reperto radiologico) senza tuttavia
riposizionare correttamente il condilo al di sotto del disco. In questi casi il
paziente può riferire di avere notato un progressivo miglioramento della propria
condizione, senza tuttavia essere in grado di “stringere i
denti”. Quando il fenomenodi dislocazione interessa
entrambe le articolazioni il paziente può presentarsi all’osservazione del
dentista o del medico nella condizione drammatica di apertura della bocca
(lussazione bilaterale).
Il trattamento del blocco completo prevede la
riduzione della lussazione bilaterale con manipolazione distrattiva e retrusiva
da eseguire previa anestesia locale tronculare bilaterale (tecnica di Gaw
Gates), con tecnica bimanuale. Il trattamento del blocco parziale (lussazione
e dislocazione monolaterale) deve essere limitato ad una o più delle procedure
qui elencate: · Esecuzione di anestesia tronculare al nervo mandibolare
(tecnica di Gaw Gates); · Delicata manipolazione retrusiva della
mandibola; · Eventuale applicazione di biteplane del tipo Hawley modificato
(con sola battuta anteriore da canino a canino) da bilanciare quotidianamente
per 1-2 settimane.
Dolore
artromuscolare
Il
dolore può presentarsi in corso di artropatia disfunzionale dell’ATM in modo
occasionale, spesso durante le fasi di riacutizzazione o le complicanze (es.
blocco), o in modo subcontinuo o continuo. Nel primo caso il trattamento è
palliativo in quanto è preferibile il trattamento eziopatologenetico della causa
che lo ha generato. Nel caso di dolore subacuto o cronico valgono gli schemi
terapeutici del trattamento delle forme flogistico reumatiche ad impronta
artrosica. Suggeriamo alcuni schemi da appplicare al piccolo paziente in
relazione ad età/peso corporeo (v. tabella 1).
Composto Dosaggio Effetti
collaterali Salicilati: Ac. Acetilsalicilico Salicilato di lisina
Benorilato 50-100 mg/kg/die 50-100 mg/kg/die 200 mg/mg/die Alcalosi
respiratoria; Acidosi metabolica; Alterazione della coagulazione; Disturbi
gastrointestinali Pirazolonici: Aminofenazone Feprazone 125-250 mg/kg/die
8-15 mg/kg/die Nausea; Vomito; Diarrea; Rash cutanei;
Ematuria Indolici: Indometacina Tolmentin 3-5 mg/kg/die 20-30 mg/kg/die
Anoressia; Nausea;Dolore addominale;Diarrea;Cefalea
frontale;Neutropenie;Trombocitopenie
Siete qui: Home-La gnatologia-Diagnosi
Argomento precedente: Funz. mandibolari Argomento successivo: Trattamento
|