| Il sintomo dolore nella patologia
orofacciale
Dolore
nocicettivo
Un dolore in sede orofacciale va identificato tra
una serie di condizioni capaci di simulare quadri sintomatologici
analoghi. Queste condizioni sono ascrivibili a organi e tessuti propri
del cavo orale o ad esso contigui:
1) Dolore da patologia dento
parodontale - dolore pulpo dentinale
- dolore parodontale a)dolore
gengivale b)dolore parodontale
periapicale c)dolore in corso di
malattia parodontale 2) Dolore dalla mucosa orale 3)
Dolore da disordini del sistema masticatorio (dolore
artromuscolare)
In ordine di frequenza (prevalenza) le cause
principali di dolore orofacciale sono quelle: - dentali - parodontali -
artromuscolari (biblio 2)
1) Il dolore nella
patologia dento-parodontale
Il dolore pulpo dentinale Lo smalto non è innervato. La polpa
presenta una rete nervosa ricca di terminazioni libere amieliniche (tipo C) e
mielinizzate (tipo A) a lungo considerate funzionalmente deputate alla ricezione
e alla conduzione solo di stimoli dolorosi (nocicettore puro)(Mattews, Baxter,
Watts,1976)(biblio
10). Studi sperimentali condotti mediante stimolazione elettrica della
polpa dentale hanno dimostrato la capacità della polpa dentale di produrre o
generare sensazioni anche diverse dal dolore (Mumford, 1965; McGrath, Sharav,
Dubner, Gracely, 1981; Ciancaglini, Vogel, Strohmenger, 1982) (biblio 11, 12,
13).
| Stimolazione
elettrica della polpa dentale |

|
|
|
Quadro oscilloscopio di riflesso inibitorio
indotto nel massetere (traccia superiore) da stimolazione elettrica
della polpa dentale (traccia
inferiore) | |
 |
Riflessi trigeminali
di tipo inibitorio sui muscoli elevatori della mandibola (massetere)
a partenza da polpa, parodonto, articolazione temporo mandibolare e
labbra/guancia | |
 |
Soglie percettive
(microamperes) e dolorifiche alla stimolazione elettrica della polpa
dentale
Da: "Soglie percettive e
dolorifiche alla stimolazione elettrica della polpa dentale
nell'uomo" R.Ciancaglini, G. Vogel, L. Strohmenger -
Mondo Odontostomatologico 1-07 n°
6-1982 | |
 |
Sensazioni indotte
dalla stimolazione elettrica della polpa dentale
Da: "Soglie percettive e
dolorifiche alla stimolazione elettrica della polpa dentale
nell'uomo" R.Ciancaglini, G. Vogel, L. Strohmenger -
Mondo Odontostomatologico 1-07 n° 6-1982
| |
Inoltre (biblio 13) reazioni riflesse indotte
con lo stesso metodo sembrano indipendenti dall’intensità dello stimolo e
prescindono da fattori ambientali capaci invece di influire sulla qualità e
l’intensità della percezione(Sharav, Mc Grath, Dubner,Brown, 1982; Sharav,
Leviner, Tzukert, Mc Grath,1984) (biblio 14,
4).
La dentina, pur non essendo innervata, presenta un
comportamento simile a quello della polpa a causa della presenza delle fibre di
Thomes che sono i prolungamenti protoplasmatici degli odontoblasti presenti alla
periferia della polpa.
Il dolore pulpo dentinale è provocato da
stimoli esogeni di natura termica (caldo, freddo ecc.), osmotica (dolce) o
meccanica (strofinamento, pressione). Lo stimolo atto a produrre dolore nel
dente è rappresentato dal gradiente termico o da una sollecitazione meccanica
(strofinamento, pressione), mentre intensità minimali dei medesimi stimoli
possono già causare dolori in condizioni di iperalgesia dentinale (stati
patologici, ‘esposizione radicolare ecc.).
|
Recessioni gengivali in
assenza di infiammazione con esposizione radicolare. Iperestesia dentinale
provocata dal sondaggio per
strofinamento. |
Trova ampio consenso l’ipotesi che interpreta il
movimento degli odontoblasti e del loro prolungamento nei tubuli come stimolo
atto a generare un potenziale d’azione propagato (Brànnstròm, Astrom, 1972) (biblio
15).
Il dolore dentinale è generalmente acuto e recede
con l’allontanamento dello stimolo se non coesiste una patologia infiammatoria
pulpare (iperemia, pulpite). Il volume del dente e la sede di
applicazione dello stimolo (spessore dello smalto) sono fattori importanti nel
modificare o determinare la soglia percettiva del dolore per stimoli di uguale
intensità (Mumford,1976) (biblio 16). La localizzazione del dolore
dentinale è scarsa ed è percio frequente che il paziente confonda il dente in
causa con uno o più denti dell’arcata antagonista, ma è più raro chela
irradiazione e la proiezione del dolore attraversino la linea mediana (Friend,
Gleiiwright, 1968) (biblio
17).
Quando il dolore pulpare origina da una causa
patologica (pulpite) è spontaneo, lancinante ed è esacerbato dai medesimi
stimoli capaci di produrre dolore per coinvolgimento della dentina (temici e
pressori diretti) e clinostatismo. La localizzazione del dolore pulpare
é alquanto sommaria potendo irradiare anche molto lontana dalla sede della
patologia in modo difficilmente prevedibile rispetto agli schemi suggenti
tradizionalmente (Sharav, Leviner, Tzukert, McGrath, 1984) (biblio
4).
 |
| Spread of pain from 56
mandibular teeth |
Spread of pain from 56
maxillary teeth | |
Localizzazioni/proiezioni
del dolore in 55 casi di pulpite (dolore pulpare) di molari dall’arcata
superiore(sinistra) e inferiore(destra)(zone mascellare, mandibolare,
zigomatica, angolare mandibolare, auricolare, oculare,
temporale)
Da Sharav et all.
1984 |
La tendenza alla irradiazione sembra peraltro correlata alla
intensità del dolore (Dalessio,1972) (biblio 18). Il carattere terebrante e
parossistico che può assumere il dolore pulpare può in qualche caso simulare una
nevralgia essenziale del trigemino o una cefalea a grappolo («Cluster headache»)
o di Horton. Gli stimoli provocativi (trigger) nel primo caso e i
fenomeni vegetativi nelle secondo nonché uno scrupoloso esame dentale consentono
tuttavia di giungere alla diagnosi corretta nella maggioranza dei
casi. Una crescente sensibilità per gli stimoli meccanici (pressione
sul dente, masticazione ecc.) suggerisce l’estensione dell’infiammazione ai
tessuti periapico-perioradicolari (periodontite periapicale)(Valletta e
Matarasso, 1985) (biblio
19).
Le condizioni che devono essere considerate quando si
presume che l’origine del dolore sia pulpo-dentinale sono le
seguenti:
a) carie/pulpite; b) otturazioni difettose; c)
iperestesia dentinale d) esposizione radicolare; e) otturazioni
fratturate; f ) decementazione di corone protesiche su denti vitali; g)
galvanismo per coesistenza di restauri in metalli diversi; h) esposizione
dentinale (abrasioni/usure dentali); i) «sindrome del dente fratturato»
(Cameron, 1976) (biblio 20)
L’esame diretto, il sondaggio,la
percussione, le prove termiche eseguite in punti diversi dello stesso dente
devono essere condotte accuratamente per giungere alla diagnosi, ma fondamentale
può essere il contributo fornito dalle radiografie endorali eventualmente del
tipo «bite wing» 14) dentist.net dentist.net dentist.net 17) pro.dentistryonline.com 18) ada.org ada.org 8) e-dental.com
|
|
|
Radiografia tipo bite wing
che evidenzia la presenza di una carie radiolare di 45 (premolare
inferiore di destra) non visibile clinicamente |
Radiografia endorale tipo
bite wing che evidenzia la presenza di carie multiple corono radicolari
(carie rampanti) inapparenti clinicamente
|
Il dolore parodontale
Le basi anatomiche del dolore parodontale vanno
ricercate nel complesso dispositivo recettoriale di gengiva, legamento
parodontale e osso alveolare che presenta aspetti funzionali non sempre facili
da attribuire a una specifica delle tre componenti (Hannam, 1982) (biblio
21).
La propriocezione è stata ampiamente indagata in studi
che hanno dimostrato la fine capacità discriminativa dei recettori parodontali a
bassa soglia e a lento adattamento (Johansson,Olsson, 1976; Van Steenberghe,
1979) (biblio 22,
23); mentre la nocicezione parodontale è stata solo di recente
oggetto di documentazione anatomica nell’animale (Mei, Hartmann, Aubert, 1977)
(biblio
24).
Nel legamento
parodontale del gatto sono stati isolati recettori ad alta soglia e lenta
velocità di conduzione, selettivamente responsivi per stimoli meccanici di
elevata intensità, per il calore e per l’insulto chimico, costituiti da
terminazioni libere a scarsa mielizzazione quali si ritrovano ampiamente anche
nella gengiva e nel periostio.
Le soglie dolorifiche del tessuto parodontale,
quando indagate con la stimolazione elettrica in corrente costante, si
dimostrano assai più elevate di quelle pulpari (Mattews,Baxter, Watts, 1976) (biblio
10). La specificità anatomo funzionale del parodonto e
l’esperienza cognitiva acquisita dall’occlusione e dalla possibilità di un auto
esame rendono ragione della capacità del paziente di localizzare con precisione
il dolore di origine parodontale (Van Steenberghe, 1979; Tal, Sharav,1985) (biblio 25, 26).
Tuttavia in molti casi di coinvolgimento del parodonto profondo la
diffusione del dolore può essere notevole e interessante estesamente il
mascellare affetto.
|
 11a. Lesione parodontale
profonda che simula una lesione periradicolare periapicale (ma la polpa è
vitale) 11b. Sondaggio della lesione lateralmente mediante
guttaperca
|
12. Sondaggio in sede disto linguale
di 11: si evidenzia una tasca di circa 7 mim
13. Sondaggio parodontale sulculare di 12: presenza di tasca di 5 mm
medialmente a 12
|
|
14. Trattamento della lesione con intervento a
lembo tipo widmann (Casistica Prof. R: Ciancaglini)
|
15,16. Risultato finale con
radiografia di controllo
|
|
E comunque agevole risalire all’origine parodontale del
dolore perché il dente affetto è sempre molto sensibile agli stimoli meccanici
(percussione assiale e laterale) 17) pro.dentistryonline.com .
a) il dolore
gengivale Il dolore gengivale può variare per intensità
e caratteri in rapporto al tipo di patologia che ne è responsabile e può perciò
associarsi a sensazioni quali il senso di tensione o di pressione, il bruciore o
la pulsazione.
La facile ispezionabilità di questo tessuto rende
agevole la diagnosi che può comprendere: • la gengivite acuta
(ulceronecrotica) •
l’ascesso gengivale • la
pericoronite
• l’herpes e l’afta gengivale
|
|

|
|
Gengivite ulcero necrotica
con decapitazione delle papille interdentali |
Gengivite iperplastica
ascessualizzata (visione frontale) |
Gengivite iperplastica
ascessualizzata (visione occlusale) |
|
|
|
|
Lesione ulcerativa
eritroplasica gengivale |
Lesione erpetica gengivale
marginale |
Recessioni gengivali di tipo
‘cleft’ (fissurazioni / ragadi) Probabile esito di lesioni
erpetiche |
b)il dolore parodontale periapicale
Il dolore periapìcale è in genere di origine flogistico-infettiva
ed è in rapporto alla presenza di una lesione granulomatosa in sede
periradicolare. Questa patologia consegue a una necrosi pulpare per
estensione oltre apice della patologia infiammatoria-degenerativa indotta da una
carie penetrante.
La carie profonda è
certamente la causa più frequente di insulto pulpare, ma un trauma acuto di
notevole intensità può provocare una necrosi pulpare asettica e dare esito a una
periodontite. Più raramente il dolore penapicale può avere una
origine traumatica in seguito a otturazioni o restauri sovraocclusi.
In tal caso la polpa conserva la sua vitalità. Il dolore può far
seguito perciò a distanza più o meno breve di tempo a una storia di
dolore(pulpite acuta) o di trauma dentale.
 |
 |

|
|
31a. Lesione parodontale
periapicale di molare superiore per necrosi pulpare 31b.
Remissione della lesione dopo adeguata cura canalare |
32. Lesione parodontale
periradicolare di canino superiore esito di necrosi pulpare |
33. Regressione della
lesione periradicolare di canino superiore (caso 32) dopo sei mesi
successivamente ad adeguato trattamento
canalare |
|
Lesione endodontica periapicale
(granuloma cistico) di molare superiore adesa all’apice al momento
dell’exeresi
|
Fasi dell’exeresi (rizectomia delle radici
vestibolari)
|
L’estensione della flogosi al parodonto coincide con una
generale attenuazione del carattere lancinante e parossistico del dolore, mentre
si accresce la sensibilità per gli stimoli pressioni che è espressa
frequentemente dal paziente come sensazione di «dente
allungato». L’occlusione e la masticazione possono essere limitate dal
dolore dovuto alla stimolazione meccanica del dente interessato che è perciò
facilmente identificabile. Nella fase ascessuale è generalmente
presente una mobilità patologica e una estrusione di grado
lieve.
c)Il dolore in corso
di malattia parodontale.
In corso di malattia parodontale avanzata il
dolore può manifestarsi con ricorrenza durante episodi di ascessualizzazione
della flogosi presente nella parete molle della tasca. Questo dolore non
differisce sostanzialmente per caratteri e intensità da quello di una
periodontite periapicale acuta, ma i segni evidenti di tumefazione,
l’arrossamento della gengiva che circonda il dente coinvolto e le prove di
vitalità pulpare orientano facilmente la diagnosi differenziale con le forme
periapicali. Il dente presenta una mobilità patologica o
l’aggravamento di una mobilità preesistente. Il riscontro di una mobilità
patologica e di un approfondimento patologico del solco o del coinvolgimento di
una forca, associate o no a gemizio sulculare di pus durante il sondaggio o la
pressione laterale possono contribuire al chiarimento definitivo della
diagnosi.
Le patologie che devono essere considerate in rapporto al
riscontro di un dolore parodontale sono:
- la periodontite acuta
(laterale) - l’ascesso parodontale (laterale) - la
frattura radicolare - l’ascessualizzazione di una cisti parodontale
laterale
Il
sondaggio sulculare e delle forche, la percussione e la valutazione della
mobilità dentale, l’esame radiologico periapicale e le prove di vitalità pulpare
consentono di giungere a una diagnosi corretta nella maggioranza dei
casi. Qualche perplessità può sussistere in caso di lesioni associate
endoparodontali e in caso di fistolizzazione laterale di un ascesso
periapicale. Trova invece scarsa evidenza in letteratura la
possibilità che una lesione parodontale laterale coinvolga per via retrogada la
polpa fino a produrne la necrosi. Condizioni di iperemia e
iperalgesia pulpari sono invece di frequente riscontro durante la progressione
apicale di lesioni parodontali.
2) Il dolore in origine dalla mucosa orale
Terminazioni libere capaci di trasmettere impulsi algogeni sono
ampiamente rappresentate nella mucosa orale, nel connettivo della lamina propria
e in sede intraepiteliale. Queste terminazioni sensoriali realizzano
plessi più fitti nelle porzioni anteriori (rughe palatine a punta della lingua)
che in quelle posteriori del cavo orale (Farbman e Algood, 1971) (biblio
27).
Alcuni Autori hanno segnalato una
riduzione nel numero di fibre sensitive nella mucosa alveolare in
direzione mesio-distale nell’arcata superiore e disto-mesiale nell’arcata
inferiore (Desjardin, Winkelmann, Gonzales,1971) (biblio 28). La ricchezza di strutture recettoriali corpuscolate e non
coinvolte con la funzione gustativa spiega inoltre le peculiari connotazioni che
il dolore in origine dalla mucosa orale può assumere quando un trauma fisico
(meccanico o termico) chimico o biologico (virus, batteri) produce una lesione
nel suo contesto. La stimolazione elettrica selettiva della mucosa
orale evoca sensazioni subliminari diverse dal dolore (Ciancaglini, Vogel,
Strohmenger,1982) (biblio 13).
Il dolore in origine
dalla mucosa orale viene frequentemente definito come«urente» accompagnato a
sensazioni gustative quali amaro e metallico. La patologia della mucosa
orale che più di frequente può manifestarsi con sintomatologia dolorosa è
la seguente: a) afta e aftosi
ricorrente b) herpes simplex labiale e
mucogengivale c) candidosi d) lichen ruber
planus e) carcinoma orale f)
xerostomia g) glossiti atrofiche e di altra origine
(iposideremia, ipo-avitaminosi)
 |

|
|
Aftosi della mucosa
geniena |
Herpes del palato e della
mucosa gengivale |
|
|
|
|
Lichen erosivo diffuso della
mucosa gengivale e orale |
Glossite erosiva (lingua
geografica) |
7) bracesinfo.com 14) dentist.net dentist.net dentist.net
3) Dolore in origine da disordini
del sistema masticatorio
Il dolore è un sintomo di frequente riscontro in corso di
patologia disfunzionale e di artropatia degenerativa dell’articolazione
temporo-mandibolare. Una sintomatologia algica cranio facciale o
riferita a strutture orodentali anche distanti dalla sede della lesione inoltre
caratteristica delle cosiddette «sindromi miofasciali» in origine da muscoli
masticatori (bruxismo sintomatico).
L’articolazione temporo mandibolare è provvista di
un dispositivo recettoriale nocicettivo plessiforme costituito da fibre
amieliniche distribuite tridimensionalmente nel connettivo fibroso della capsula
articolare. La cartilagine articolare, la sinovia e la porzione
centrale del disco non sono innervate. In accordo con la classificazione di Wyke
questi recettori appartengono al IV tipo della sistematica proposta per
l’innervazione articolare.
Stimoli meccanici di elevata intensità o cronici sia intra che
pericapsulari (dislocazione, sublussazione recidivante) o stimoli chimici (ioni
K, acido lattico, bradichinina) in rapporto alla flogosi che si instaura in
corso di artropatia disfunzionale, rappresentano condizioni potenzialmente
capaci di produrre dolore (Rocabado, 1983) (biblio 29). Quale che sia l’origine del dolore nelle sindromi miofasciali
cranio mandibolari è importante ricordare che la fenomenologia del dolore in
questi casi può assumere connotazioni topografiche assai diverse in rapporto
alla sede della lesione primaria, al tipo di irradiazione o al muscolo
coinvolto .
|
Punti grilletto/trigger
points (stelle rosse) e sedi di proiezione del dolore in grigio e nero per
il muscolo massetere superficiale e profondo (immagine inferiore destra).
Si noti la proiezione ai denti dell’arcata superiore e
inferiore
|
|
punti grilletto/trigger
points (stelle rosse) e sedi di proiezione del dolore in grigio e nero per
il muscolo temporale anteriore, medio e posteriore. Si noti la proiezione
selettiva a specifici elementi
dentali |
|
punti grilletto/trigger
points (stelle rosse) e sedi di proiezione del dolore in grigio e nero per
il muscolo pterigoideo interno
(mediale) |
|
Punti grilletto/trigger
points (stelle rosse) e sedi di proiezione del dolore in grigio e nero per
il muscolo pterigoideo esterno (laterale)
|
Nei pazienti affetti da artropatia disfunzionale
(dislocazione/incoordinazione condilodiscotemporale) (alterazioni
intracapsu1ari o ‘internel derangement’) il dolore è principalmente riferito
alla regione temporo-mandibolare affetta, mentre in una percentuale inferiore si
riscontra in regione masseterina e talvolta a livello temporale. Il
dolore è prevalentemente monolaterale, ma in una discreta percentuale di casi è
accusato anche controlateralmente, localizzato in sede articolare; è assai
frequente la localizzazione masseterina, mentre quella temporale e mandibolare
sono pure frequenti.
Nei pazienti affetti da artrosi
dell’articolazione temporomandibolare la distribuzione topografica del dolore
segue uno schema discretamente rigido. Oltre alla prevalente
localizzazione articolare va segnalata infatti l’attribuzione del dolore lungo
una linea che, seguendo la regione masseterina, si estende alla mandibola e alla
regione temporale. Anche in questi pazienti il dolore è nettamente
localizzato all’emifaccia del lato affetto:
|
CIANCAGLINI R., GELMETTI R.,
BELLUSCHI P., DE CICCO L.: Prevalenza del sintomo dolore in un campione di
soggetti affetti da disfunzione stomatognatica. Mondo odontostomatol. 1.
29-37 1986 |
 |
Il dolore in origine dall’articolazione
temporo-mandibotare viene generalmente definito come trafittivo e più raramente
crampiforme; assume caratteri di continuità in prevalenza nei pazienti affetti
da artrosi temporo-mandibolare. I pazienti affetti da artropatia
disfunzionale temporo-mandibolare senza rilevante compromissione anatomica
(alterazioni intracapsulari) presentano invece generalmente un dolore di tipo
episodico soprattutto durante la funzione masticatoria (biblio 1).
Le condizioni
patologiche algico-disfunzjonali del sistema masticatorio che devono essere
considerate come principali responsabili di dolore orofacciale sono le
seguenti:
• dislocazione e
sublussazione condilo-disco-temporale (artropatia disfunzionale
temporo-mandibolare) • artrite temporo-mandibolare acuta e cronica
(capsulite, retrodiscite, infrazioni condilari) • artrosi
temporo-mandibolare (artropatia degenerativa) • miofibrosite dei
muscoli masticatori (sindrome miofasciale, bruxismo sintomatico)
5) aaop.org 6) painforum.com painforum.com painforum.com 10) teleport.com 14) dentist.net dentist.net dentist.net 16) destinationrx.com destinationrx.com destinationRx.com 18) ada.org ada.org
Siete qui: Home-Dolori-Dolore orofacciale
Argomento precedente: Generalità Argomento successivo: Dolore cranio facc.
|