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Dislocazione del disco
(internal derangement) |
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ARGOMENTO |
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LINK |
Tipi di dislocazione discale (biblio 8,
9) |
La dislocazione
del disco non è l’unica alterazione intracapsulare (‘internal
derangement’) anche se è certamente la più
frequente. Tra le dislocazioni discali, quella più
frequente è di gran lunga quella anteriore e mediale che è correlata a
blocco in chiusura della bocca, anche se sono possibili le altre
varianti. La dislocazione posteriore del disco rappresenta la
base anatomica dei blocchi in apertura parziali (impossibilità di portare
i denti in contatto). Se il disco, durante l’apertura della
bocca, anche occasionalmente assume una posizione normale, si definisce il
blocco e la dislocazione ‘reversibile’.
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Alterazioni tissutali correlate alla
dislocazione del disco |
Alterazioni
tissutali di vario grado si osservano nei tessuti come conseguenza di un
carico abnorme (alterato per direzione e intensità) sia nelle dislocazioni
riducibili che in quelle non riducibili. Quando il disco
è dislocato anteriormente,la banda posteriore del disco e la porzione
anteriore dell’attacco posteriore del disco si interpone in luogo del
disco tra le superfici ossee del condilo e dell’eminenza. Essa
viene caricata e sollecitata in modo e con direzionalità abnormi (da
dietro) durante gli sforzi in apertura della
bocca. Forze abnormi sono comunque dirette anche sulla
banda intermedia e anteriore del disco (pressione in direzione anteriore
esercitata dalla banda posteriore). Eccetto per una
presumibile maggiore frequenza di lesioni tissutali avanzate nei casi non
riducilibi, non esistono differenze sostanziali tra casi con dislocazione
riducibile e non. In caso di dislocazioni riducibili, il tempo disponibile
per indurre lesioni tissutali non è verosimilmente sufficiente per
determinare alterazioni di entità pari ai casi di dislocazione non
riducibile. Le
alterazioni iniziali non ancora degenerative (artrosiche) vengono definite
‘rimodellamenti’.
Il ‘rimodellamento’ dei tessuti,
meglio definibile come ‘displasia’ avrebbe connotazioni incerte essendo
caratterizza da ipotrofia tissutale a carico di alcuni componenti
articolari e ipertrofia a carico di altre (riduzione del volume cellulare
e incremento della matrice extracellulare). |
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Evoluzione
delle alterazioni tissutali
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Esistono vari gradi di
alterazioni tissutali con carattere progressivo, presumibilmente correlate
a vari gradi di dislocazione. Tuttavia tale correlazione non sempre esiste. Le alterazioni sono in evidente
rapporto con le sollecitazioni abnormi e traumatiche. Le alterazioni più precoci e caratteristiche in caso di
dislocazione non riducibile del disco a carico del legamento posteriore
(parte anteriore dell’attacco posteriore) sono: - riassetto delle fibre collagene con decorso parallelo
(anziché radiale) alle superfici dell’attacco posteriore - riduzione delle fibre
elastiche - incremento
delle fibre collagene (ordinata fibrosi) - degenerazione ialina del legamento posteriore
(normalmente fibroso) La
degenerazione ialina non costituisce un reperto costante (Cardenas e
Scapino da Mc Neil) (biblio 10, 11). A carico della banda posteriore del
disco sono riscontrabili: -
ispessimento compreso tra una parte assottigliata intermedia
del disco posta anteriormente e una pure assottigliata porzione fibrosa
del legamento posteriormente - orientamento parallelo delle fibre
collagene alla superficie del disco con proliferazione della componente
fibrosa. La
degenerazione dei tessuti interessa: a) il
disco - fissurazione - riduzione delle fibre
elastiche - condromalacia - neovascolarizzazione - mineralizzzazione eterotopica - metaplasia ossea - lesioni cistiche e mixomatosi - perforazione b) il
legamente posteriore - iperplasia del connettivo
fibroso
- stravasi emorragici - degenerazione mixomatosa -
perforazione - alterazioni
vascolari
c)il
tessuto osseo di condilo ed eminenza del temporale - degenerazione
artrosica
( link ‘rumori’ approfondimenti)
Si segnala
che Stegenga ha segnalato concordemente alla nostra opinione che la
artrosi precederebbe la dislocazione del disco ( Mc Neil) (biblio
12). La dislocazione del disco sembra
associarsi con alterazioni istologiche e tissutali quasi sempre
riscontrabili in qualche misura (Holmlund da Mc Neil)(‘internal
derangement’) (biblio
13). Sebbene sia frequente il racconto di dislocazioni
non riducibili (blocchi in chiusura) precedute da rumori articolari
(dislocazioni riducibili) e da episodi di blocchi risolti spontaneamente
con frequenza e intensità ingravescenti, questo ‘scenario’ non rappresenta
necessariamente una regola. E’ stata segnalato il
riscontro di dislocazioni discali asintomatiche (reperto occasionale in
risonanza nucleare magnetica effettuata per altri motivi ,Kircos e
Westesson da Mc Neil,.) (biblio
14, 15). Drace e Enzmann (biblio 16) hanno riscontrato
alterazioni strutturali in dischi dislocati di soggetti asintomatici in
esami in RNM. Si ritiene che tali soggetti, per quanto
asintomatici possano incorrere in quadri clinici patologici o essere a
rischio per blocchi articolari imprevedibilmente. |
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