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Autore: Riccardo Ciancaglini

Professore Ordinario di Malattie Odontostomatologiche - Cattedra di Gnatologia Clinica, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biomediche
Sezione L.I.T.A. - Laboratorio Interdisciplinare di Tecnologie Avanzate - Universita' degli Studi di Milano
 C.so Buenos Aires 18 - 20124 - Milano   Tel  +39 - 02 29409453   Fax +39 - 02 2043465    E-mail
studio@ciancaglini.it


 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Generalità e classificazione

 

 

Generalità
   
 

 La simmetria del corpo e della faccia sembra rappresentare per il modo animale un attributo biologicamente rilevante ai fini della selezione naturale.
 Alcuni invertebrati e alcune specie di uccelli mostrano una spiccata tendenza a selezionare il ‘partner’ in rapporto al grado di simmetria del suo corpo (biblio 23 24 25 26).

Volto e sorriso molto gradevoli con notevole grado di simmetria
Esempi di asimmetrie nel mondo animale. Da Corriere della Sera - 15 Nov 1992. 


 

 Il pregiudizio che una ‘lieve asimmetria’ (es. lo ‘strabismo di Venere’) possa conferire al volto una maggiore attrattività sembra inoltre essere destituito di ogni fondamento quando valutato alla luce di indagini controllate di psicologia sperimentale condotte nell’uomo (biblio35).
 Resta tuttavia da precisare cosa si debba intendere per asimmetria esteticamente accettabile e funzionalmente ‘compensata’.
 
 Il cranio umano può presentare frequentemente una asimmetria nella sua struttura anche se raramente essa assume rilevanza sul piano clinico (biblio 36).
 E’ nozione comune e ampiamente documentata dagli anatomici che, la differenza morfologica tra gli antimeri destro e sinistro della faccia può produrre, per giustapposizione iconografica degli antimeri omologhi, morfotipi facciali significativamente diversi, nella quasi maggioranza degli individui. ancorché le loro facce non appaiano a un esame sommario asimmetriche. 


 

Soggetti con grado rispettivamente lieve e marcato di asimmetria nei limiti della norma.
Si noti la variazione della fisionomia facciale per giustapposizione degli antimeri omologhi che risulta inapparente nel primo caso e assai marcato nel secondo

Normale

Lato destro con destro

Lato sinistro con sinistro

Normale Lato destro con destro Lato sinistro con sinistro

 

 Pertanto la nozione di “asimmetria patologica“ va intesa quale grossolana e macroscopica deviazione della simmetria facciale causata dallo sviluppo sproporzionale dei due antimeri
 Il suo trattamento, qualora questo sia possibile, va attuato per contrastare le conseguenze sul piano estetico e funzionale che questo tipo di malformazione frequentemente comporta.


 

 Caso di asimmetria facciale 

 Radiografia dello scheletro facciale del soggetto asimmetrico della fig. a lato. E' evidente la componente scheletrica della asimmetria

 

 Gli ortodontisti hanno formulato numerose proposte diagnostiche delle asimmetrie facciali principalmente riferendosi ai valori standard desunti dall’analisi cefalometrica sul piano frontale ed assiale.
 Esiste tuttavia un generale accordo nell’attribuire il valore di 2-3 mm (deviazione standard) all’entità della sproporzione tra il lato destro e sinistro, quale limite di normalità, con riferimento ad un piano medio-sagittale (asse di simmetria).
 Questa definizione dento-scheletrica dello splancno cranio è tuttavia riduttiva in quanto una asimmetria può coinvolgere anche i tessuti molli ed in particolare quelli cutaneo-muscolari.
 
 Il problema delle asimmetrie acquisite, coinvolge sul piano eziopatogenetico le correlazioni che esistono tra simmetria strutturale e funzione artromuscolare asimmetrica.
 L’asimmetria può manifestarsi nel cranio nel suo complesso o essere localizzata in una parte specifica, quale la scatola cranica, la base cranica, il mascellare superiore o la mandibola.
 In questo capitolo verranno presi in esame i principali fattori eziopatogenetici delle asimmetrie cranio-facciali, facendo riferimento ad alcune delle sindromi malformative che più comunemente interessano la faccia.
 
 Viene inoltre proposta una classificazione delle asimmetrie cranio-facciali. Questa classificazione è stata formulata in base ad un criterio prevalentemente eziologico con riferimento all’età infantile anche se verrà fatto cenno per completezza alle forme che interessano l’adulto (a sviluppo ultimato).
 Verranno infine presi in esame i principali aspetti terapeutici, sia con tecniche ortopedico - ortodontiche, sia con metodiche funzionali, sia con terapia chirurgica.
 
 
 
Nosografia 

 In base all’epoca di insorgenza ed alla eziopatogenesi, le asimmetrie facciali possono essere classificate come nella tabella 1.
 Le asimmetrie facciali possono essere distinte in congenite ed acquisite. Le prime comprendono forme ereditarie e forme dovute a causa estrinseche (esogene) operanti in sede intrauterina.
 Le forme acquisite interessano maggiormente l’odontoiatria sia per la possibilità di una prevenzione che di un trattamento precoce.
 

Tab. 1.Classificazioni delle asimmetrie facciali 

1. CONGENITE 
1.1 Da cause esogene intrauterine (es. Plagiocefalia) 
1.2 Su base genetica
          - disostosi mandibulo - facciale 
          - microsomia emifacciale (forma ereditaria) 
          - malocclusioni asimmetriche gravi (ipo/iperplsia di emimandibola,condilo od emimascellare). 

2. ACQUISITE 
2.1 Dell'età infantile e evoluta (malformative) 
  ◊ Patologiche: da cause patologiche (es. Infiammazione, neoplasie, ecc.) 
  ◊ Traumatiche: da cause traumatiche (es. micro e macro fratture, necrosi asettiche, emorragie, ecc.) 
  
  • Intra - articolari (con o senza anchilosi) 
  
  • Peri - articolari (con o senza anchilosi secondaria) 
  
  • Cranio - maxillo - mandibolari 
  ◊ Iatrogene
           
  - da trattamenti ortopedico - ortodontici incongrui 
           
  - da uso incongruo di corsetti ortopedici (es. Milwaukee) 
  ◊ Disfunzionali (Artromuscolari) 
  
  • Da funzione muscolare asimmetrica (ipo/iper) 
  
  • Da funzione articolare asimmetrica (ipo/iper): 
           
  - a sfondo eredo/costituzionale 
           
  - per artropatie (tossiche, infette, immunopatologiche, microtraumatiche, ecc.) 
  
  • Da alterata funzione neuromuscolare 
  ◊ Occlusali
           
  - da discrepanze maxillo - mandibolari 
           
  - da alterazioni dell'allineamento dentale 
           
  - da perdite dentali precoci (decidui) 
           
  - da edentuismo parziale precoce (avulsioni, difetti di eruzione, ecc.) 
           
  - da trattamenti ortodontici e odontoiatrici incongrui 
  ◊ Neurodistrofiche
           
  - da lesioni neurologiche 
           
  - secondarie a stimoli algogeni 
2.2 Dell'adulto (patologico - distrofico - degenerative) 
  ◊ Patogeniche 
  ◊ Traumatiche 
  ◊ Iatrogene
           
  - da trattamenti ortodontici e odontoiatrici incongrui 
  ◊ Disfunzionali 
  ◊ Occlusali 
  ◊ Neurodistrofiche
           
  - da lesioni neurologiche 
           
  - da stimoli algogeni 
  ◊ Distrofiche
           
  - da alterazioni del trofismo cutaneo/muscolo/fasciale 

  
  

 


 


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