| Generalità e
classificazione
Generalità
Il pregiudizio che una ‘lieve asimmetria’ (es. lo ‘strabismo
di Venere’) possa conferire al volto una maggiore attrattività sembra inoltre
essere destituito di ogni fondamento quando valutato alla luce di indagini
controllate di psicologia sperimentale condotte nell’uomo (biblio35). Resta tuttavia da
precisare cosa si debba intendere per asimmetria esteticamente accettabile e
funzionalmente ‘compensata’. Il cranio umano può presentare
frequentemente una asimmetria nella sua struttura anche se raramente essa assume
rilevanza sul piano clinico (biblio 36). E’ nozione comune e ampiamente
documentata dagli anatomici che, la differenza morfologica tra gli antimeri
destro e sinistro della faccia può produrre, per giustapposizione iconografica
degli antimeri omologhi, morfotipi facciali significativamente diversi, nella
quasi maggioranza degli individui. ancorché le loro facce non appaiano a un
esame sommario asimmetriche.
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Soggetti con grado rispettivamente
lieve e marcato di asimmetria nei limiti della norma. Si noti la
variazione della fisionomia facciale per giustapposizione degli antimeri
omologhi che risulta inapparente nel primo caso e assai marcato nel
secondo |
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Normale |
Lato destro con
destro |
Lato sinistro con
sinistro |
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| Normale |
Lato destro con destro |
Lato sinistro con
sinistro |
Pertanto la nozione di “asimmetria
patologica“ va intesa quale grossolana e macroscopica deviazione della
simmetria facciale causata dallo sviluppo sproporzionale dei due
antimeri. Il suo trattamento, qualora questo sia
possibile, va attuato per contrastare le conseguenze sul piano estetico e
funzionale che questo tipo di malformazione frequentemente comporta.
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Caso di asimmetria
facciale |
Radiografia dello scheletro
facciale del soggetto asimmetrico della fig. a lato. E' evidente la
componente scheletrica della
asimmetria |
Gli ortodontisti hanno formulato
numerose proposte diagnostiche delle asimmetrie facciali principalmente
riferendosi ai valori standard desunti dall’analisi cefalometrica sul piano
frontale ed assiale. Esiste tuttavia un generale accordo
nell’attribuire il valore di 2-3 mm (deviazione standard) all’entità della
sproporzione tra il lato destro e sinistro, quale limite di normalità, con
riferimento ad un piano medio-sagittale (asse di simmetria). Questa
definizione dento-scheletrica dello splancno cranio è tuttavia riduttiva in
quanto una asimmetria può coinvolgere anche i tessuti molli ed in particolare
quelli cutaneo-muscolari. Il problema delle asimmetrie
acquisite, coinvolge sul piano eziopatogenetico le correlazioni che
esistono tra simmetria strutturale e funzione artromuscolare
asimmetrica. L’asimmetria può manifestarsi nel cranio nel suo
complesso o essere localizzata in una parte specifica, quale la scatola cranica,
la base cranica, il mascellare superiore o la mandibola. In questo
capitolo verranno presi in esame i principali fattori eziopatogenetici delle
asimmetrie cranio-facciali, facendo riferimento ad alcune delle sindromi
malformative che più comunemente interessano la faccia. Viene
inoltre proposta una classificazione delle asimmetrie cranio-facciali. Questa
classificazione è stata formulata in base ad un criterio prevalentemente
eziologico con riferimento all’età infantile anche se verrà fatto cenno per
completezza alle forme che interessano l’adulto (a sviluppo
ultimato). Verranno infine presi in esame i principali aspetti
terapeutici, sia con tecniche ortopedico - ortodontiche, sia con metodiche
funzionali, sia con terapia chirurgica.
Nosografia
In base all’epoca di insorgenza ed alla
eziopatogenesi, le asimmetrie facciali possono essere classificate come nella
tabella 1. Le asimmetrie facciali possono essere distinte in
congenite ed acquisite. Le prime comprendono forme ereditarie e
forme dovute a causa estrinseche (esogene) operanti in sede
intrauterina. Le forme acquisite interessano maggiormente
l’odontoiatria sia per la possibilità di una prevenzione che di un trattamento
precoce.
Tab.
1.Classificazioni delle asimmetrie facciali
1.
CONGENITE 1.1 Da cause esogene
intrauterine (es. Plagiocefalia) 1.2 Su base
genetica:
- disostosi mandibulo -
facciale
- microsomia emifacciale (forma
ereditaria)
- malocclusioni asimmetriche gravi (ipo/iperplsia di
emimandibola,condilo od emimascellare).
2.
ACQUISITE 2.1 Dell'età infantile e evoluta
(malformative) ◊ Patologiche: da
cause patologiche (es. Infiammazione, neoplasie,
ecc.) ◊ Traumatiche: da cause
traumatiche (es. micro e macro fratture, necrosi asettiche,
emorragie, ecc.) • Intra - articolari (con o senza
anchilosi)
• Peri -
articolari (con o senza anchilosi secondaria) • Cranio - maxillo -
mandibolari ◊ Iatrogene: - da trattamenti ortopedico - ortodontici
incongrui
- da uso incongruo di corsetti
ortopedici (es. Milwaukee) ◊ Disfunzionali
(Artromuscolari) • Da funzione muscolare asimmetrica
(ipo/iper)
• Da
funzione articolare asimmetrica (ipo/iper): - a sfondo
eredo/costituzionale - per artropatie (tossiche, infette,
immunopatologiche, microtraumatiche, ecc.) • Da alterata funzione
neuromuscolare ◊ Occlusali: - da discrepanze maxillo -
mandibolari
- da alterazioni dell'allineamento
dentale
- da perdite dentali precoci
(decidui)
- da edentuismo parziale precoce
(avulsioni, difetti di eruzione, ecc.) - da trattamenti ortodontici e
odontoiatrici incongrui ◊
Neurodistrofiche: - da lesioni
neurologiche
- secondarie a stimoli
algogeni 2.2 Dell'adulto (patologico - distrofico -
degenerative) ◊ Patogeniche ◊
Traumatiche ◊ Iatrogene: - da trattamenti ortodontici e
odontoiatrici incongrui ◊ Disfunzionali ◊
Occlusali ◊
Neurodistrofiche: - da lesioni
neurologiche
- da stimoli
algogeni ◊
Distrofiche: - da alterazioni del trofismo
cutaneo/muscolo/fasciale
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