| Eziopatogenesi e
Classificazione
Eziopatogenesi
Le cause che più frequentemente possono portare
allo sviluppo di una asimmetria facciale dopo la nascita sono di
origine: - infiammatoria - neoplastica -
traumatica - funzionale - neurologica
Queste
ultime sono in genere dovute a lesioni dal V al VII nervo cranico a livello dei
nuclei e del tratto periferico. Questi fattori causali possono
interessare il neuro - cranio (mascellare superiore e mandibola). Nelle
forme congenite, a livello della volta e della base cranica
la presenza di asimmetria può essere dovuta alla fusione prematura di una o più
suture craniche, con continua crescita a carico delle suture ancora
attive. Di primaria importanza nello sviluppo di asimmetrie
facciali sono le patologie e le deviazioni di crescita a livello della base
cranica. Infatti, alcune asimmetrie facciali che sembrano
macroscopicamente causate soltanto da una alterata crescita mandibolare sono
caratterizzate invece da una malposizione del mascellare superiore rispetto
alla base cranica. Le sindromi asimmetriche cranio - facciali,
dovute ad alterazioni posizionali del mascellare superiore, possono essere
suddivise nelle seguenti forme cliniche: • Una forma
non compensata che è la più rara ed è caratterizzata da una
latero-deviazione mandibolare con mandibola rigorosamente normale collegata però
ad una base del cranio anormale (con crescita
asimmetrica) • Una forma compensata nella quale
la latero-deviazione mandibolare è meno accentuata di quanto mandibolare,
mascellare ed alveolare.potrebbe far supporre l’asimmetria della base del
cranio, in quanto si ha una compensazione
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| Sviluppo asimmetrico
della base cranica e laterodeviazione della mediana mandibolare per
crescita normale della mandibola (non compensata) |
Sviluppo asimmetrico
della base cranica con normoposizione del mento (mediana mandibolare
centrata sul piano mediosagittale) per crescita asimmetrica
(compensatoria) della mandibola (ipersviluppo verticale della branca
montante a sinistra) |
(1.1) Una patologia che si sviluppa in
modo particolare a livello della base cranica è la Plagiocefalia
(cranio obliquo o ‘romboidale’) che interessa prevalentemente l’osso
l’occipitale ed il frontale con proiezione opposta nella direzionalità di
sviluppo. Il cranio romboidale (Plagiocefalia), che può essere
accompagnato da asimmetria sagittale della mascella di uguale origine, sembra
essere il risultato di un’azione modellante del bacino
materno. Contrazioni dell’utero con insufficiente liquido amniotico
possono causare asimmetrie della faccia e del cranio secondo Groth e
Liebrecht. Alcuni autori hanno invece sostenuto l’origine ereditaria di
tale sindrome dall’osservazione di una sua coesistenza in gemelli monocoriali
(Korkhaus)(biblio
14.). Delaire (biblio 6) ha descritto l’associazione di
“plagiocefalia, asimmetria facciale e alterazioni dell’articolazione dentale”
attribuendola a lesioni della base del cranio. In molti casi i difetti
di occlusione tra arcata mascellare e mandibolare sono meno accentuati di quanto
le lesioni craniche potrebbero far prevedere, probabilmente a causa di una
compensazione della mandibola che promuove una crescita asimmetrica in senso
opposto, riducendo l’espressività anatomica dell’arretramento
condilare. (1.2) Le asimmetrie facciali sul piano frontale
possono prendere origine anche da sindromi malformative di diversa origine, che
interessano la mandibola nel suo complesso o in alcune sue parti. La
Disostosi Mandibulo Faccciale e la Microsomia
Emifacciale sono due esempi di queste sindromi
malformative. Mentre la prima ha carattere
prevalentemente bilaterale e distribuzione familiare, la seconda è sempre
monolaterale e molto raramente ha una trasmissibilità genetica.
Le due patologie presentano caratteristiche molto diverse e l’unico
fattore che le accumuna è che gli organi colpiti da entrambe le patologie
derivano dal primo e dal secondo arco branchiale. Se si assume la
teoria delle “matrici funzionali” di Moss l’alterazione di crescita e la
asimmetria scheletrica cranio - facciale, che si evidenzia nei pazienti con
Microsomia Emifacciale, non sarebbe da attribuire in modo particolare al
primitivo danno osseo ma al danno funzionale che deriva dall’iposvilluppo
muscolare. Le caratteristiche più salienti sul piano
clinico, cefalometrico ed occlusale della Disostosi mandibulo
facciale sono le seguenti: • Morfotipo dolico
facciale • Seconda classe dento scheletrica • Iposviluppo
antero - posteriore (sagittale) della mandibola • Potrusione degli
incisivi superiori • Vestibolarizzazione degli incisivi
inferiori • “open bite” anteriore • rotazione oraria del
piano di Francoforte (aumento della dimensione verticale)
I soggetti affetti da Microsomia Emifacciale
presentano: • divergenza tra il piano di Francoforte ed il
piano mandibolare; • tipologia lievemente dolico facciale; •
seconda classe dento - scheletrica (meno accentuata rispetto alla Disostosi
Mandibulo - Facciale); • mandibola ruotata sul piano di Francoforte
verso il lato patologico; • sviluppo accettabile del massiccio
facciale sul piano sagittale e verticale.
| 1 Malocclusione asimmetrica
con apparente prematurità del contatto occlusale a destra e
infraocclusione a sinistra (caso di microsomia emifacciale) |
2 Infraocclusione a
sinistra '(open bite')documentata dal passaggio di carta da articolazione
(caso fig. 1) |
3 Immagine in tomografia
computerizzata del condilo affetto da iposviluppo (microsomia
emifacciale) |
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Trattamento ortopedico (placca di compenso occlusale) abbinata a
trattamento ortodontico multibande per estrusione forzata dal lato
infraoccluso per equilibrare il contatto |
5
Caso a fine trattamento con equiocclusione dal lato destro e
sinistro |
6
Immagine di tomografia computerizzata dei condili destro e sinistro.E'
evidente la sproporzione di sviluppo tra i condili (iposviluppo del
sinistro per malformazione congenita/microsomia
emicacciale) |
Casi di Iperplasia mandibolare
associata ad asimmetria facciale sono documentati nella letteratura medica fin
dal 1862.(biblio
19) L’Iperplasia è comunemente associata ad un trauma
nell’età dello sviluppo ma può anche essere dovuta a disturbi localizzati della
crescita (neoplasie).
Nell’Iperplasia mandibolare il
paziente generalmente presenta: • allungamento unilaterale
della faccia; • deviazione del mento e della linea mediana verso il
lato ipoplasico; • estrusione dei molari e dei premolari mascellari
del lato iperplasico; • allungamento del collo del condilo dal lato
iperplasico; • deformazione della testa del condilo dal lato
iperplasico. Tra le forme acquisite
vanno menzionate le seguenti condizioni: L’Anchilosi
Articolare Temporomandibolare postraumatica determina una asimmetria a
livello mandibolare che può essere più o meno grave a seconda che insorga in età
di crescita o a sviluppo avvenuto.
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1 |
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1 asimmetria facciale
da anchilosi per postumi di trauma (frattura condilare inn età
adolescenziale) 2 importante alterazione di forma
della testa del condilo di destra (esito del trauma / immagine
tomografica) 3 condilo controlaterale di aspetto
normale (tomografia) 4 tomografia assiale
computerizzata che mostra la differenza di forma e sviluppo tra i due
condili dismorfici in posizione di massima apertura della
bocca 5 condilo dismorfico in posizione di massima
apertura della bocca (tomografia) 6 condilo normale in
massima apertura della bocca (tomografia) |
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Se insorge a fine crescita le
lesioni tendono a rimanere localizzate nella regione temporo
mandibolare. In questo caso si può manifestare una leggera alterazione
di posizione della mandibola dovuta alla perdita del fisiologico rapporto
anatomico in sede temporo - mandibolare, cui fa riscontro una alterazione della
simmetria facciale dovuta alla atrofia muscolare che si instaura con maggiore o
minore simmetria. Se invece l’anchilosi temporo mandibolare
si manifesta durante il periodo di crescita il paziente può mostrare una
sintomatologia clinica più grave. Gravi alterazioni scheletriche si
accompagnano ad anchilosi temporo mandibolare dovuta al trauma del
parto. Quando un trauma danneggia la regione condilare in un paziente a
sviluppo in atto, si possono evidenziare deficit di crescita mandibolare dovuti
alla perdita dello stimolo osteogenetico dalla cartilagine condilare danneggiata
o alle limitazioni funzionali a cui vanno incontro la mandibola ed i muscoli ad
essa associati (teoria della “matrice funzionale” di Moss) (biblio
18). Nell’anchilosi temporo mandibolare, in particolar
modo se sviluppatasi in età di crescita, è frequente il riscontro di
caratteristiche lesioni a livello della mandibola, del mascellare superiore e
dell’occlusione.
Nell’anchilosi temporo mandibolare si
rileva:
A livello mandibolare: • latero deviazione
mandibolare verso il lato della lesione • ridotta altezza della branca
verticale della mandibola • diminuzione della lunghezza del corpo
mandibolare dal lato della lesione • accentuazione dell’incisura
antegoniale omolaterale alla anchilosi • appiattimento dell’arco
mandibolare dal lato opposto alla lesione
A livello
mascellare: • ante inclinazione del mascellare e sua rotazione in
basso dal lato controlaterale alla lesione • aumento della dimensione
verticale • retrusione del mascellare • asimmetria dell’arcata
dentale superiore • latero devisione verso il lato della
lesione • contrazione dei diametri trasversali della
maxilla
Dal punto di vista occlusale si può osservare: •
sventagliamento degli incisivi inferiori e superiori • accentuazione
della curva di Spee • affollamento dentale nell’arcata
inferiore
Una deviazione di origine occlusale (2.1.5) può essere generata
da interferenze occlusali dovute a discrepanze nello sviluppo trasversale tra il
mascellare superiore e la mandibola od a malposizione di uno o più elementi
dentali nell’arcata superiore e/o inferiore. La mandibola in questo caso viene a
trovarsi in una posizione instabile dalla quale deflette in massima
intercuspidazione con una componente latero/medio trusiva (occlusione di
comodo). Le deviazioni della linea mediana, di origine occlusale, dovute a
cause dentali sono assai più frequenti e possono essere attribuite alla perdita
precoce di uno o più elementi decidui, all’agenesia di un dente permanente o
alla mancata eruzione di un elemento dentale. In seguito a queste situazioni
viene una migrazione naturale dei denti anteriori verso il lato dove l’elemento
dentale è assente.
Modello patogenetico delle
asimmetrie facciali E’ interessante il rilievo di come, sia
nel bambino che nel soggetto a fine crescita, alcune forme di asimmetria e più
in generale tutte le asimmetrie in qualche grado, sviluppino un comune modello
patogenetico (biblio 36, 2, 3, 4, 27, 28, 29, 30). Ciò è
particolarmente evidente nelle forme che abbiamo definito distrofico
disfunzionali ma poiché una asimmetria morfologica comporta in misura più o meno
rilevante una funzione asimmetrica qualunque asimmetria facciale rientra presto
o tardi in un iter patogenetico con tendenza ad autoperpetuarsi (circolo
vizioso).
Questo modello (schema sopra)
presuppone che il sistema artromuscolare masticatorio e l’articolazione temporo-
mandibolare si comportino in modo non dissimile da altri dispositivi muscolo
scheletrici con diartrosi sinoviali (es. ginocchio). Il dispositivo
cranio mandibolare presenta peraltro alcune particolarità legate alla funzione
articolare simultanea e solidale della mandibola sui due
antimeri. La sproporzione morfologica fra i due antimeri che
sostiene una disparità funzionale può essere causa o effetto dell’asimmetria ma
in entrambi i casi determina una ipertrofia muscolare ad un sovraccarico
articolare del lato sottoposto ad iperfunzione e viceversa dal lato
opposto. Le modificazioni regressive a livello dell’articolazione
temporo mandibolare in cui si stabilisce il sovraccarico finiscono col
determinare una riduzione delle dimensioni verticali della testa condilare
omolaterale (alterazione di forma, appiattimento), condizione che può evolvere
in artropatia degenerativa (artrosi). E’ noto da
sperimentazioni in campo ortopedico che una artropatia degenerativa comporta una
riduzione della funzionalità e del trofismo muscolare e può indurre dolore
(sindrome miofasciale). Tali alterazioni distrofiche coinvolgono, in
via riflessa, il trofismo muscolo cutaneo. Ne consegue
una ulteriore riduzione dello sviluppo di una emifaccia a vantaggio del lato
controlaterale dove si instaura una funzione compensatoria che se protratta
induce ipertrofia. Questa progressiva discrepanza di sviluppo tra i due
lati coinvolge a lungo andare il piano occlusale determenando un peggioramento
della funzione occluso - masticatoria. Questa condizione a sua volta
può generare trauma e sovraccarico articolare sul lato opposto che chiude il
circolo vizioso generando a sua volta una funzione
asimmetrica. E’ evidente che queste stesse alterazioni
regressive, che determinano iposviluppo o alterazioni distrofiche su un lato
promuovendo una ipertrofia compensatoria sul lato controlaterale, si realizzano
in misura ancora maggiore e con più rapida evoluzione quali sequele di un trauma
acuto con danno significativo a livello articolare e
muscolare.
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