| Diagnosi
Valutazione clinica, radiologica e
cefalometrica Per corretta diagnosi di asimmetria cranio facciale è
necessario un attento esame clinico del paziente e l’esecuzione di un
esame radiografico/cefalometrico comprendente l’ortopantomografia
e le teleradiografie del cranio in proiezione latero - laterale, antero -
posteriore ed eventualmente assiale (submento -
vertice). L’analisi del caso va completata con lo studio
dei modelli delle arcate montati in articolatore, previo rilievo di una
relazione cranio - mandibolare centrica e con le fotografie (rapporto
1/10) eseguite in proiezione frontale, laterale e assiale (antero - posteriore
con capo in dorso - flessione completa). L’obiettività
clinica che più frequentemente si può riscontrare nei casi di asimmetria cranio
- facciale dello splancnocranio è la seguente: • un morso
incrociato posteriore associato con una dislocazione mandibolare •
l’inclinazione e/o l’asimmetria di posizione dei denti frontali superiori e/o
inferiori • una dislocazione laterale della mandibola senza presenza di
morso incrociato • asimmetrie dell’arco mascellare e/o
mandibolare • una combinazione dei quattro fattori sopra
citati faseb.org
Durante l’esame clinico, per poter valutare il tipo di asimmetria e
ipotizzare il fattore causale che l’ha determinata è importante esaminare la
linea mediana. Esiste un metodo semplice anche se non privo di
approssimazione per individuare se la deviazione della linea mediana è dovuta
agli incisivi superiori, a quelli inferiori o ad entrambi e inoltre se è causata
da uno spostamento dentale o da una deviazione laterale della
mandibola. Occorre segnare con una matita il filtro a livello del
labbro superiore, il centro del mento ed il punto di unione tra l’osso frontale
e quello nasale. Si controlla quindi se il punto segnato sul
labbro superiore coincide con i margini mesiali degli incisivi superiori. Se ciò
avviene la deviazione della linea mediana dipende con ogni probabilità dalla
mandibola. In occlusione centrica (massima intercuspidazione) si
verifica infine se i segni fatti sul mento e sul labbro superiore si trovano
sulla stessa verticale. In questo caso la deviazione non è
probabilmente dovuta ad una dislocazione della mandibola e perciò la causa va
ricercata nella migrazione dei denti inferiori. A livello dentale
l’asimmetria può essere caratterizzata da una relazione occlusale di prima
classe su un lato e di seconda sul lato controlaterale. Se la
linea mediana del mento risulta deviata rispetto alle restanti parti del viso
occorre ricercare la relazione centrica; se in questa posizione l’asimmetria
scompare la malocclusione è verosimile da attribuire ad un difetto posizionale
della mandibola. Se invece la relazione centrica e l’occlusione
centrica coincidono e l’asimmetria del viso permane, in questo caso l’asimmetria
è con ogni probabilità di natura scheletrica e può interessare solo la mandibola
ad anche il mascellare superiore che può esssere inclinato (piano occlusale) o
ruotato a seconda che la causa della asimmetria sia comparsa in età di crescita
cranio - facciale o al termine di qust’ultima. Altri elementi da
prendere in considerazione durante l’esame clinico sono: il dolore a carico dei
muscoli masticatori e dell’articolazione temporo
mandibolare. Williamson e Simmons (biblio 22) hanno valutato in soggetti
con differente grado di asimmetria la correlazione esistente tra il dolore alla
palpazione dei muscoli masticatori e l’entità dell’asimmetria. Secondo
tali autori non esisterebbe alcun rapporto tra queste due variabili, sollevando
perciò rilevanti dubbi sul concetto di asimmetria come sinonimo di patologia e
perciò sulla necessità di un suo trattamento. Il problema del rapporto
tra asimmetria strutturale e funzione muscolare è stato indicato da Ciancaglini
e coll.. Questi autori, allo scopo di verificare su un
campione clinico le ipotesi patogenetiche già espresse da Moss (teoria della
“matrice funzionale”) hanno valutato con tecnica cefalometrica ed
elettromiografia i rapporti esistenti tra asimmetria strutturale scheletrica e
funzione di alcuni dei principali muscoli masticatori (temporo anteriore e
massetere superficiale). Da questo studio pilota sono emerse
quali conclusioni preliminari che l’attività del temporale e del massetere, in
contrazione massima volontaria, sono correlate con alcune specifiche variabili
morfologiche che contraddistinguono l’asimmetria. In particolare
l’attività del muscolo temporale sembra corrrelata all’ampiezza dell’angolo
goniaco di un “triangolo mandibolare” mentre quella del muscolo massetere con
l’area di un “triangolo mandibolare”. Le radiografie del
cranio in proiezione frontale e basale (submento - vertice) possono
integrare i dati ottenuti con la laterale ed evidenziare asimmetrie non
apprezzabili con questa tecnica radiografica. Nella maggioranza die
casi la teleradiografia del cranio in proiezione antero posteriore è sufficiente
a fornire dati morfometrici di valore diagnostico allo scopo di inquadrare
correttamente l’asimmetria. In alcuni casi tuttavia, nei quali le
anomalie di sviluppo interessano primariamente volta e base cranica (es.
plagiocefalia), risulta di maggiore ausilio la proiezione di Hirts (submento
vertice). Le radiografie nella proiezione di Hirts permettono
di valutare il grado di asimmetria della base cranica e la conseguente posizione
asimmetrica dei condili. La radiografia in proiezione laterale non è di
particolare aiuto perché la sovrapposizione dei condotti uditivi non permette di
valutare lo spostamento condilare e, la sovrapposizione dei denti non consente
di esaminare il diverso rapporto occlusale tra il lato destro ed il
sinistro. Viene comunque richiesto questo tipo di radiografia perché
permette di eseguire un esame dettagliato della volta cranica e delle
suture. Le teleradiografie consentono di effettuare
una analisi cefalometrica del cranio del paziente fondamentalmente per lo studio
delle strutture ossee profonde che non possono essere valutate
clinicamente. Differenti criteri cefalometrici sono stati
proposti allo scopo di valutare con una cefalometria antero - posteriore la
presenza, l’entità e le caratteristiche di una simmetria
facciale. Per un’analisi di alcune problematiche specifiche
connesse con l’eziopatogenesi delle asimmetrie facciali sono state proposte
metodiche particolari. Vanno ricordati a tale riguardo il
metodo angolare (Grayson) ed il metodo delle figure geometriche (Grummons,
Mongini e coll., Ciancaglini e coll.) (biblio 9, 27,
28, 29, 30). Il metodo angolare, proposto da Grayson,
si basa sulla valutazione degli angoli che si formano unendo con dei segmenti
alcuni punti di riferimento indicati sulla radiografia (punti medi tra due
strutture della faccia ritenute simmetriche). Se dall’unione dei vari
punti si ottiene una linea retta (linea mediana) le due emifacce sono da
considerarsi simmetriche. Se invece, i segmenti che uniscono questi
punti formano tra loro angoli, il soggetto presenta una asimmetria facciale e
più questi angoli tendono a chiudersi, maggiore risulta il grado di asimmetria
(fig. sottostanti).
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1 Piani di analisi cefalometrica in proiezione antero
posteriore derivati dall’analisi sagittale (secondo Grayson) |
2 Segmenti che connettono i punti
di Mce (punto medio tra centri orbitali), Mp (punto medio tra i due punti
più laterali sul perimetro delle aperture piriformi), Mi (punto
interincisivo superiore) e Mg (gnation), l’angolo che si forma dall’
unione dei segmenti indica il grado di asimmetria delle strutture di
questo piano facciale (piano A fig 1). Lo stesso cruiterio si applica ai
piani di sezione B e C delle figure 3 e 4. |
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3 Linea mediana costruita per il
piano B (vedi gig2) |
4 Linea mediana costruita per il
piano C (vedi gig2) |
Nel metodo delle figure
geometriche, proposto da Grummons (biblio 11) e modificato da altri autori (biblio 16, 17, 3)mediante l’unione di alcuni
punti cefalometrici, si costruiscono figure geometriche triangolari o
poligonali. Vengono quindi calcolate la aree, misurati gli
angoli e rilevate le misure lineari delle figure precedentemente costruite. I
dati così ottenuti vengono poi confrontati tra i due lati. Se le
strutture prese i esame sono simmetriche le aree, gli angoli ed i lati delle due
figure geometriche devono differire di una entità trascurabile (deviazione
standard) in caso contrario nel paziente in esame viene documentata l'esistenza
di una asimmetria. Nella modifica del metodo suddetto,
proposta da Ciancaglini e coll (biblio 27 28 29 30) allo scopo di studiare i rapporti
esistenti tra asimmetria strutturale della faccia e funzione muscolare,
(Elettromiografia dei muscoli massetere e temporale), le figure geometriche
fanno riferimento alle aree di azione dei suddetti muscoli.
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Punti usati nel metodo
cefalometrico utilizzato da Ciancaglini e coll Ag incisura antegoniale;
SNA, spina nasale anteriore; Cg, crista galli; Co, condilo; Me, menton;
ZA, arco zigomatico |
Linea MSR (linea di riferimento
medio sagittale alla crista galli) utilizzata per la costruzione del
triangolo maxilo antegoniale |
In particolare sono stati
individuati: • un triangolo temporale (fig.
sx); • un triangolo mandibolare (fig centro); • un
triangolo maxillo-antegoniale (fig. dx).
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Triangoli temporali (Ciancaglini e coll) |
Triangoli mandibolari (Ciancaglini
e coll) |
Triangolo maxilo antegoniale
(Ciancaglini e coll) |
meddean.luc.edu
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