| Trattamento
Criteri per il trattamento
ortodontico–ortopoedico Il trattamento ortodontico
è generalmente rivolto a migliorare i rapporti occlusali tra mascella e
mandibola e conseguentemente la loro funzione. Un trattamento corretto
dovrebbe promuovere un miglioramento dell’aspetto estetico del paziente in
misura proporzionale alla gravità del difetto. Nel caso si evidenzi una
deviazione della linea mediana con asimmetria facciale alcuni autori consigliano
di efettuare la correzione il più precocemente possibile soprattutto allo scopo
di limitare l’entità e la durata del trattamento. Spesso
infatti, pur in assenza di discrepanza dento-alveolare, la correzione non può
essere ottenuta, in dentatura permanente, se non col sacrificio di alcuni
elementi dentali. Se la deviazione è di origine posizionale, in
presenza di contrazione dell’arcata superiore sia in dentatura decidua che in
dentatura permanente, la prima fase della terapia sarà rivolta al ripristino di
corretti diametri trasversali nell’arcata superiore. Ciò può essere
ottenuto mediante l’uso di una normale placca, fornita di vite trasversale di
espansione, attraverso l’uso di attivatori o mediante espansori rapidi, in
relazone all’età del soggetto ed al tipo di
contrazione. Alcuni autori suggeriscono l’impiego di
apparecchiature fisse come il Quadhelix di Richetts (biblio 36 ). In questi casi è
consigliabile attuare una ipercorrezione dei diametri trasversali in
considerazione della tendenza alla recidiva. Nel caso in cui la
deviazione della linea mediana sia di origine dentale, per perdita asimmetrica
precoce di denti decidui, può essere necessario estrarre il dente deciduo
controlaterale per consentire il ripristino della simmetria. La
correzione di una asimmetria causata da uno spostamento rotazionale della
mandibola, non dovrebbe mai essere tentata fino a quando i denti mascellari e
mandibolari non hanno raggiunto un rapporto occlusale
stabile. I mezzi per correggere le deviazioni sono gli
apparecchi di riposizionamento impiegati nella tecnica multibande con l’utilizzo
di elastici intra o intermascellari (elastici di II classe). Spesso la
distalizzazione dei secondi molari rende necessaria l’avulsione del dente del
giudizio. La terapia delle asimmetrie facciali di origine
dento-scheletrica può variare a seconda dell’età in cui i pazienti iniziano il
trattamento ed a seconda del tipo di malformazione. Nelle malformazioni
a carattere congenito o in quelle che si sviluppano in età di crescita è
possibile, soprattutto durante i picchi di crescita, tentare di migliorare il
quadro scheletrico con l’ausilio della terapia ortopedica (biblio
21). In caso di Microsomia Emifacciale o di
Anchilosi Temporo-Mandibolare è fondamentale intervenire terapeuticamente
nelle fasi più precoci di insorgenza della malformazione, per arrestare
l’evoluzione e correggere lo squilibrio di crescita. In entrambe le
malformazioni si deve ristrutturare il modello di crescita delle ossa mascellari
provocandone un accrescimento differenziato. A tale scopo si usano
degli attivatori ortopedico-ortodontici. Con l’uso di questi
apparecchi ci si propone di ottenere la modifica degli stimoli muscolari e
funzionali delle matrici capsulari obbligando i muscoli interessati a tensioni e
contrazioni diverse da quelle loro abituali, ed imponendo loro anche una nuova
disposizione spaziale. In questo modo si ritiene che al tessuto osseo
ed al condilo mandibolare vengano trasmessi stimolii
osteogenetici. Nel caso in cui l’asimmetria sia in rapporto
con uno sviluppo asimmetrico della mandibola, può essere preso in considerazione
un riposizionamento mandibolare che allinei le mediane interincisive
superiori ed inferiori, come suggerito da Mongini e Schmid (biblio 16 17). Questa
metodica va limitata a quei rari casi in cui la inevitabile elevazione della
dimensione verticale, che questa procedura comporta, sia compatibile con i
parametri scheletrici del paziente (deep bite, normo od
ipodivergente). Questa fase ortopedica del trattamento
promuoverebbe, secondo alcuni autori (Mongini, Schmid)(biblio 16 17), la crescita condilare
dal lato che viene posto in mediotrusione (lato ipoplasico) mentre altri autori
ritengono più probabile l’attuarsi di una ricompartimentazione
fluido/connettivale intracapsulare nell’ articolazione temporo mandibolare (ATM)
con esito in una rilocazione anteriore permanente del condilo (Ciancaglini e
coll.)(biblio
35). E’ probabile che il verificarsi della prima o della
seconda ipotesi o la combinazione di entrambe dipendano dalla età del soggetto
(durante o al termine della crescita). Appare comunque
improbabile che la compensazione della discrepanza di sviluppo possa essere
corretta interamente da una proporzionale crescita condilare
compensatoria.
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1. Caso di asimmetria
facciale con artropatia disfunzionle dell’atm destra 2.
Teleradiografia del cranio in anteroposteriore che evidenzia l’importante
asimmetria strutturale 3.
Quadro occlusale in massima intercuspidazione (occlusione
centrica) 4. Relazione intermascellare terapeutica per
ricondizionamento ortopedico fisioterapeutico mediante placca
occlusale 5. Particolare della 'apertura del morso'
'(open bite') indotta dal lato di sinistra in relazione terapeutica. Si
noti la notevole discrepanza verticale tra le due arcate inadeguata a
correzione con procedure di tipo ortodontico. |
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Resta inoltre da considerare la
difficoltà di completare in questi casi la correzione occlusale mediante
estrusione prevalentemente da un lato senza ricorrere ad importanti
rimodellazioni occlusali (molaggio selettivo) sul lato
controlaterale.
1 Caso di moderata asimmetria facciale
trattamento ortopedico con placca tipo CBC e ortodonzia fissa
(arcata inferiore) 2 Aspetto occlusale del caso
della fig. 31. Si noti la deviazione della mediana interincisiva, di
poco superiore ai due millimetri 3
'Centratura' della linea mediana impostata a scopo
terapeutico 4 5 6 7 Correzioni sottrattive occlusali
a destra e aggiuntive a sinistra simulate sui modelli in gesso
montati in articolazione nella relazione occlusale
terapeutica |
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8 Applicazione di placca occlusale di
ricondizionamento nella relazione occlusale
terapeutica 9 10 Modificazioni occlusali ottenute
mediante preparazione di un numero limitato di denti naturali (22 23
24 36) e loro copertura protesica (corone in
ceramica) 11 Assetto occlusale definitivo 'corretto'
ottenuto dopo allestimento elle corone proteiche e molaggio
selettivo dei denti naturali ( la mediana è
centrata) 12 Aspetto del sorriso della paziente al
termine del trattamento |
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Una razionale programmazione
terapeutica attuata mediante montaggio in articolatore e pianificazione delle
correzioni ortodontiche ed occlusali riducono ad un numero limitatissimo di casi
le indicazioni a questo tipo di trattamento. In ogni caso esso non può
essere attuato se non previa sperimentazione della capacità di adattamento
funzionale al riposizionamento mandibolare programmato, da eseguire mediante
applicazione di una placca riposizionante (es. MARES O CBC secondo Ciancaglini),
per un periodo non inferiore ai 6 mesi.
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1 Asimmetria facciale con evidente
alterazione della estetica del sorriso (marcata visibilità gengivale a
destra) |
2 3 Dettagli occlusali del caso
(morso profondo 'deep bite') |
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4 Correzione ortopedica
(ipercorrezione) della linea mediana per riposizionamento/
ricondizionamento della mandibola in latero trusione destra |
5 Placca occlusale di
riposizionamento/ ricondizionamento sperimentale |
6 Placca occlusale di
ricondizionamento/ riposizionamento tipo CBC |
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7 8 Correzioni occlusali con placca
occlusale tipo CBC in situ ( si noti la simmetrizzazione ed elevazione
della dimensione verticale) |
9 Sorriso della paziente corretto
dopo trattamento ortopedico con placca CBC e ortodonzia fissa (arcata
superiore) |
Criteri per la
riabilitazione funzionale
Nel soggetto a fine crescita ed in
prossimità di tale evento, la terapia delle asimmetrie cranio- facciali può
valersi di un trattamento riabilitativo funzionale. Questo trattamento
si basa essenzialmente su un approccio ortopedico-fisiatrico al problema
dell’asimmetria e mira ad una riattivazione della funzionalità artromuscolare
omolaterale al lato della deviazione.
E’ stata illustrata
sinteticamente, nel paragrafo della patogenesi, la modalità con cui la funzione
occlusale ed artromuscolare asimmetrica possono influenzare lo sviluppo delle
strutture osteoscheletriche e muscolo cutanee, chiudendo un circolo
autoperpetuatesi (fig. a lato). Secondo questo modello
l’asimmetria facciale comporterebbe una ipofunzione ed un iposviluppo
(ipotrofismo a fine crescita) dal lato della latero deviazione mandibolare cui
corrisponde, in via compensatoria, una iperfunzione ed un ipersviluppo del lato
opposto. L’impiego intermittente di mezzi ortopedici di
ricondizionamento funzionale, quali placche occlusali riposizionanti (MARES o
CBC sec. Ciancaglini), abbinati ad esercizi di ginnastica mandibolare possono
produrre significativi miglioramenti del quadro estetico e funzionale anche nel
soggetto a fine crescita. Le placche occlusali di
ricondizionamento (MARES o CBC) potranno in questo caso essere costruite in
una relazione cranio mandibolare mediotrusiva per l’emimandibola ipoplasica
(lato della deviazione); rapporto che spesso coincide con la posizione di
allineamento delle mediane intercisive superiore ed inferiore.
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1 Inclinazione/asimmetria del
piano occlusale in soggetto con asse bipupillare correttamente
orientato |
2 Misurazione della inclinazoione
del piano occlusale rispetto all'asse orizzontale |
3 Orientamento 'posturale' naturale
('natural head position') dell'asse bipupillare. Si nota l'inclinazione
asimmetrica dell'asse bipupillare (asimmetria posturale cranio
cervicale) |
In questo caso tuttavia questa
relazione intermascellare non costituisce l’obiettivo di riorganizzazione
strutturale della faccia ma solo una posizione transitoria di disimpegno
funzionale artromuscolare.
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Caso di marcata asimmetria facciale
candidato a intervento chirurgico ortognatico. Foto a dx arcate in occlusione: si nota il cross
bite marcato a destra. |
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Teleradiografia iniziale del cranio
in proiezione frontale (antero posteriore). Fasi dell'intervento
chirurgico bimascellare: disgiunzione e riposizionamento del mascellare e
osteotomia sagittale della mandibola. |
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Teleradiografia del cranio di controllo post
operatoria.
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Arcate in occlusione a fine trattamento
chirurgico.
|
Per gentile concessione del Dr.
Donato Frattini |
Criteri per il
trattamento chirurgico
La terapia delle asimmetrie facciali può
variare in rapporto all’età del soggetto, alla gravità del caso ed al tipo di
malformazione. A sviluppo ultimato, nei casi non suscettibili di
adeguata correzione con metodi ortodontico-ortopedico- funzionali, la terapia di
elezione delle asimmetrie facciali, di origine scheletrica, è quella
chirurgica. Tale terapia può, quando correttamente pianificata dare
esito a rapporti corretti tra le strutture ossee del massiccio facciale mediante
il ricorso a osteotomie ed a riposizionamento di segmenti scheletrici del
massiccio facciale. La correzione coinvolge spesso situazioni
complesse nelle quali non è sufficiente intervenire su un solo mascellare ma
occorre intervenire sia sul mascellare superiore che sulla mandibola
correggendone l’assetto nei tre piani dello spazio. Il riposizionamento
del mascellare superiore rappresenta spesso la fase chirurgicamente più delicata
e difficoltosa sia perché il mascellare costituisce una guida per il
riposizionamento della mandibola sia perché, al tavolo operatorio, risulta
tecnicamente difficile individuare punti di riferimento utili per effettuare con
precisione i movimenti desiderati. La correzione chirurgica
di un’asimmetria facciale comporta prima dell’intervento la necessità di una
terapia ortodontica preliminare. Questa terapia viene attuata per
riallineare le arcate dentarie e correggerre la malposizione di quei denti che,
in seguito alla discrepanza scheletrica, hanno subito inclinazioni o migrazioni
compensatorie. Il quadro occlusale che va impostato deve essere inoltre
coerente con gli obiettivi occlusali dell’intervento
chirurgico. E’ fondamentale programmare correttamente
la fase chirurgica della correzione scheletriche del soggetto con l’ausilio
dell’esame clinico, cefalometrico e del montaggio dei modelli in gesso delle
arcate dentarie in articolatore. Queste procedure costituiscono per
l’odontoiatria e per l’ortodontista le premesse indispensabili per giungere alla
decisione di riferire il caso al chirurgo maxillo-facciale. (Biblio 12, 20)
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