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Autore: Riccardo Ciancaglini

Professore Ordinario di Malattie Odontostomatologiche - Cattedra di Gnatologia Clinica, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biomediche
Sezione L.I.T.A. - Laboratorio Interdisciplinare di Tecnologie Avanzate - Universita' degli Studi di Milano
 C.so Buenos Aires 18 - 20124 - Milano   Tel  +39 - 02 29409453   Fax +39 - 02 2043465    E-mail
studio@ciancaglini.it


 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Asimmetria e postura

 

Rapporti tra occlusione asimmetrica, morfofunzione cranio facciale e postura generale 
 
  Le esperienze del gruppo di ricerca di Ciancaglini e collaboratori a questo riguardo si basano su alcune indagini, effettuate su un campione attendibile in quanto non patologico o selezionato, composto da studenti del corso di laurea in odontoiatria suddiviso in base alla presenza di segni e sintomi disfunzionali in due sottogruppi (sintomatici e non). 


 

 Profilo del campione non selezionato di soggetti (studenti di odontoiatria) sottoposti a tests posturali (stabiliometria a posturometria) in differenti relazioni intermascellari.

 

Nella prima indagine è stato valutato con metodo posturometrico e stabilometrico (pedana computerizzata) la ipotesi che alcune relazioni occlusali o intermascellari (relazioni cranio mandibolari) inducessero modificazioni del baricentro corporeo (stabilometria) o della pressione (carico) podalico (posturometria) (biblio 33).
 Ciò nei soggetti asintomatici a confronto con quelli con segni e sintomi disfunzionali (Indice di Helkimo).
 
 Sono state considerate pure in due diverse condizioni influenti sulla postura (occhi chiusi e occhi aperti) le seguenti situazioni:
 • massima apertura della bocca
 • bocca chiusa in 'rest position' (denti non in contatto)
 • massima occlusione (su rulli di cotone)
 • massima protrusione

   
 Esiste una significativa differenza confrontando tutte le situazioni prese in esame solo per le condizioni:
 • occhi chiusi 
 • occhi aperti e massima occlusione (serramento)
tra i soggetti normali e patologici per la distribuzione dei carichi podalici (posturometria) che in questi ultimi risulta più sbilanciata (asimmetrica).

 

 La differenza tra soggetti normali e affetti da disordini temporo mandibolari (TMD) si dimostra solo all'analisi posturometrica (area di appoggio podalico) nelle condizioni:
   
 a) occhi aperti mandibola in rest position
   
 c) occhi chiusi
   c1 rest position
   c2 maximal clenching
   c3-maximal opening
   c4-maximal protrusion
   c5-cotton roll interoclusale

 

 

 Ciò sembra deporre per una netta asimmetria di appoggio plantare (posturometria) in soggetti con asimmetria cranio facciale funzionale (disfunzione temporo mandibolare monolaterale).
 In conclusione esisterebbe una correlazione tra occlusione e postura intesa come coerenza tra una asimmetria disfunzionale a livello cranio facciale e somatica generale (appoggio plantare).

 In una indagine più recente, è stato preso in esame un campione analogo al precedente ma più consistente per numero di soggetti per valutare se l' asimmetria nella distribuzione dei contatti occlusali potesse essere correlata con segni e sintomi disfunzionali e su quale lato (depurando i soggetti da fattori di confondimento come il numero assoluto dei contatti occlusali, la classe dento scheletrica; definendo un indice di asimmetria originale (biblio 37).

 

 

 Profilo del campione non selezionato di soggetti (studenti in odontoiatria) sottoposti a valutazione dell'occlusione dentale (asimmetria nella distribuzione dei contatti occlusali) suddivisi in soggetti senza e con disturbi temporo mandibolari (rispettivamente noTMD e TMD)
 

 

La valutazione statistica è stata piuttosto accurata e i risultati hanno dimostrato che
soggetti con asimmetria occlusale presentano segni di disfunzione monolaterale dal lato omolaterale ai contatti prevalenti più frequentemente rispetto ai normali (privi di segni disfunzionali).
 Ciò fornisce un ulteriore contributo alla ipotesi della asimmetria come premessa o causa di disfunzione.
 I risultati preliminari di una altra indagine aprono interessanti prospettive applicative alla pratica clinico-riabilitativa occlusale (ortognatodontica e maxillo facciale)(biblio 38). 


 

 Distribuzione dei contatti occlusali (al centro del diagramma gli incisivi e agli estremi i molari) nei due sottogruppi TMD e noTMD . Si noti la uniformità nelle distribuzione dei contatti nei due sottogruppi che dimostrano netta prevalenza nelle sedi molari.
 

 

 Lo stesso campione della indagine precedente illustrata è stato indagato con metodo fotogrammetrico digitale per stabilire se gli assi e i piani craniali di riferimento in particolare:
  - l'asse bipupillare
  - il piano di Francoforte
  - il piano occlusale
definissero sul piano di analisi frontale (coronale) e sagittale , rispetto al piano orizzontale e verticale (orizzonte visivo e filo a piombo) angoli e di quale entità nei diversi sottogruppi di pazienti.


  

 Distribuzione dei contatti occlusali per ogni settore dentale dagli incisivi (1) ai secondi molari (7) suddivisi per intensità lieve/normale/ eccesiva (rispettivamente infra/normo/supra)
 

 

Allo scopo di tenere tutto ciò nel dovuto conto nel montaggio standard dei modelli in articolatore e nella analisi fisiatrico fisioterapeutica del distretto cranio cervicale.
  Tale valutazione dovrebbe precedere una riabilitazione orale o interventi maxillo facciali di una certa complessità.
  Le conclusioni sono state di grande interesse metodologico e clinico pratico.
 
 Sul piano sagittale di analisi, il piano di Francoforte risulta inclinato indietro (estensione del capo) di circa un grado rispetto al piano orizzontale, mentre il piano occlusale rispetto al piano di Francoforte risulta inclinato in basso (rotazione oraria) di circa 13 gradi (12 rispetto alll'orizzonte). Dati questi coerenti con la letteratura.

 

 

 Differenza dei valori di asimmetria occlusale (distribuzione asimmetrica del carico) in soggetti sani (noTMD) e affetti da disturbi temporo mandibolari (TMD). Si noti la maggiore prevalenza statisticamente significativa di asimmetria in soggetti con disturbi temporo mandibolari.


  

 Differenze tra soggetti asintomatici e con patologia temporo mandibolare monolterale.
 
 Il dato più interessante emerge tuttavia dall'analisi sul piano frontale dove soggetti con segni disfunzionali monolaterali (I di Helkimo) presentano una prevalente inclinazione del piano di Francoforte (occlusale) con rotazione in senso antiorario (più caudale il lato destro della emiarcata superiore).
   

 

 Valori angolari di inclinazione del piano occlusale rispetto al piano di Francoforte in soggetti non affetti (noTMD) e affetti da disturbi temporo mandibolari (TMD) (analisi sul piano sagittale)

 

 

 Ciò riconferma l'asimmetria come parametro indicativo di disfunzione,

eziopatogeneticamente rilevante a diversi livelli del sistema cranio cervico mandibolare e apre una prospettiva di grande interesse nella clinica per la collaborazione tra odontoiatra, fisiatra/fisioterapista senza escludere il possibile ruolo dell’ otorinolaringoiatra e dell'oftalmologo (approccio interdisciplinare alle problematiche ‘posturali’).
   

 

 

 Valori angolari di inclinazione del piano occlusale rispetto al piano di Francoforte correlati alla linea medio sagittale. Analisi sul piano sagittale (figura a sinistra) e frontale (figura a destra).
 Le differenze di inclinazione sono significative nei soggetti con disturbi temporo mandibolari (TMD) nei quali il piano occlusale è più inclinato in senso antiorario rispetto a soggetti non affetti da disturbi temporo mandibolari (noTMD).



 


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