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Autore: Riccardo Ciancaglini

Professore Ordinario di Malattie Odontostomatologiche - Cattedra di Gnatologia Clinica, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biomediche
Sezione L.I.T.A. - Laboratorio Interdisciplinare di Tecnologie Avanzate - Universita' degli Studi di Milano
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Devoluzione dell'occlusione

 

 L'involuzione, ovvero la «devoluzione» dell'apparato gnatico avviene negli ultimi due milioni di anni, periodo che è caratterizzato dalla comparsa del genere Homo Erectus fino all'uomo attuale, cioè l' Homo Sapiens.
 In questo lasso di tempo la specificità, il significato evolutivo del rostrum e dell'apparato gnatico ad esso correlato vanno riducendosi fino ad annullarsi.
 
 Si possono delineare quattro stadi evoluzionistici (biblio 4, 5):
 1) L'assunzione della postura eretta e la contrazione dello splancnocranio portano alla perdita della funzione prensile, offensiva e difensiva dei denti. L'attività socio-comunicativa, caratterizzata dall'evoluzione e traslazione della laringe, delinea lo sviluppo funzionale (E.L. Du Brul, 1974) (biblio 6) e la specializzazione del giunto temporo-mandibolare (J.W. Osborn, 1987).
 

Tappe dell’evoluzione dal quadrupede progenitore dei primati (formichiere) all’uomo erectus e sapiens con assunzione stabile della postura eretta e le conseguenti modificazioni somatiche e craniali.
Il cranio delle scimmie antropomorfe (in basso a destra) si caratterizza per la riduzione del ‘rostrum’(appendice anteriore dello splancnocranio) e per la definizione di un giunto articolare temporo mandibolare con possibilità di movimenti complessi (rototraslazione) per consentire una dieta onnivora e non ostruire le vie aeree superiori aprendo completamente la bocca (in postura stabilmente eretta).

 

Teoria Tritubercolare della evoluzione delle cuspidi dal rettile al mammifero superiore secondo Osborn (a sinistra). Vestigia della anatomia tritubercolare sulle superfici occlusali del molare dell’uomo (a destra).
 
   
   

 
 

 

2) Il passaggio dalla vita nomade di cacciatore-raccoglitore a quella stanziale di agricoltore-allevatore (capacità di elaborare i cibi). Gli individui che vissero quindici, diecimila anni fa, presentavano all'età di vent'anni fenomeni di abrasione dei denti che progredivano con il passare del tempo; in particolare i nomadi presentano maggior usura a livello degli anteriori, mentre gli stanziali sui molari. 
La differenziazione genetico-razziale imprime caratteri morfologici specifici ai denti, alle arcate e fra gruppi geograficamente distinti (D.H. Goose, 1963).

 3) La nascita delle comunità o agglomerati urbani con conseguente promiscuità genetica e variabilità occlusali. Tale periodo caratterizzato dalle prime forme di stratificazione sociale consente alle classi più abbienti e privilegiate di consumare cibi raffinati e di possedere caratteristiche di occlusione aberranti rispetto all'occlusione naturale in quanto risparmiate dal processo fisiologico dell'abrasione. Pertanto si mantiene ancora un certo grado di usura dentale, ma si differenziano tipi di occlusione naturale in base ad abitudini alimentari (R.S. Corruccini et al, 1990)(biblio 7).

http://www.geocities.com/Athens/Acropolis/5579/TA.html 

Dryopitecus pattern: programmazione genetico razziale della anatomia dei solchi di sviluppo nei molari inferiori (modello a X e a Y). 

  

La perdita dell'ingranaggio dentale (occlusione intercuspidante) è tipica delle occlusioni "naturali"  nelle popolazioni non civilizzate. Materiale archeologico: reperti Anglosassoni di uomo del medioevo (A.E.W. Miles, 1958).  Usura progressiva proporzionale al progredire dell'età.

18 yrs
25 yrs

32 yrs

36 yrs
44 yrs

53 yrs

 

 4) L'acquisizione delle abitudini di vita occidentali tipiche degli ultimi trecento anni e caratterizzate allo sviluppo di una civiltà occidentale industrializzata. Questa fase che comprende anche il periodo attuale prevede un'accentuazione dei processi iniziati nel periodo precedente. Infatti, ci si avvia verso la perdita del fenomeno dell'usura e abrasione delle superfici occlusali, c'è un incremento della variabilità occlusale a causa del cosmopolitismo ed infine l'introduzione di un tipo di dieta (additivi edulcoranti)che aumenta il numero di malattie a carico dei denti: carie e patologia parodontale.
 
  
 L'acquisizione di diete di tipo civilizzato occidentale porta da una parte alla totale perdita delle caratteristiche naturali dell'occlusione (D.C.Berry,1975), aumenta il grado di usura dentale la cui presenza è giustificata da parafunzioni e bruxismo. 
 
 La grande diffusione dei problemi occlusali nella civiltà industrializzata è dovuta a quattro fattori essenziali:
 1) il cosmopolitismo che ha portato un sensibile incremento delle malocclusioni e della variabilità occlusale per la diversità genetica tra i gruppi di popolazione che si incontrano (G.S. Phipps, 1988).
 
 2) l'aumento della patologia dento-parodontale (Osborn ,1987)(biblio 8) come per esempio la carie, porta ad un ulteriore contributo all'incidenza delle malocclusioni, per perdita precoce degli elementi permanenti.
 
 3) una vita stressante porta spesso l'individuo ad assumere abitudini viziate a livello orale. Molti soggetti soffrono di onicofagia e di parafunzioni che si esplicano con modalità asimmetrica. Si generano usure dentali asimmetriche con coinvolgimento della muscolatura e della cute facciale con ripercussione sull'inclinazione dei piani occlusali.
 
 4) la continua e naturale estrusione dento-alveolare non è più così efficacemente bilanciata dal fenomeno abrasione-usura a causa del consumo di cibi raffinati, determinando perciò negli anziani dei valori di crescita dento-facciali aumentati (aumento della dimensione verticale) (Ainamo, 1968).
 
  Le argomentazioni sull'antropologia e la filogenesi forniscono molti elementi per capire come la dentatura dell'uomo attuale sia il risultato di fenomeni evolutivi che l'hanno specializzata morfologicamente in relazione alle esigenze funzionali e metaboliche del soggetto.
 In seguito all'avvento della civilizzazione la specificità acquisita si è deteriorata.
 
 Non si può dire perciò che la dentatura dell'uomo moderno sia l'espressione di una situazione naturale, in quanto se fosse tale si potrebbero osservare ampie abrasioni dentali. Attualmente invece le abrasioni appaiono ridotte a causa dei nuovi stili di vita e abitudini alimentari.
 
 Contemporaneamente, ci si può rendere conto che l'architettura del dente non ha più quel significato di organo essenziale nell'ambito dell'evoluzione della specie.
 In termini riabilitativi non si può ritenere che l'apparato stomatognatico sia il migliore di cui egli potrebbe disporre sotto il profilo delle potenziali «performances» funzionali.
 Non si esclude che una minor specificità anatomica possa creare molti meno problemi; tuttavia questa ipotesi non è stata ancora convalidata.
 
 Quando si va a ricostruire un modello anatomico completo, è necessario introdurre regole biomeccaniche ispirate ad un criterio di efficienza ed atraumaticità, cioè tali che l'apparato gnatico sia preservato dal trauma occlusale a livello dentale, parodontale e artromuscolare.


 


 


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