| Occlusione naturale
Occlusione
naturale (modelli antropologici in popolazioni indenni). Per
studiare il modello di occlusione e anatomia dentale naturali, alcuni
antropologi hanno effettuato indagini (oltre 700 studi) su gruppi di
aborigeni Australiani che vivevano in condizioni primitive (escluse dalla
civilizzazione) e che perciò potevano essere assunti come modelli di
riferimento di anatomia dentale e occlusione naturali (indenni da
patologie) (Beyron, 1964)(biblio 9). Anche se il numero di soggetti preso in
esame rappresenta un campione ridotto numericamente, esso è il solo dato
attendibile epidemiologicamente disponibile. Quando si studia
l'occlusione sotto un profilo fisiologico esiste la difficoltà di
selezionare un gruppo adeguato di individui con occlusione indenne da
ricostruzioni e dotato di un numero di elementi dentali
integri. |
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| Aborigeni
Australiani oggetto dello studio di Henry
Beyron | |
Lo scopo
dell'indagine di H. Beyron fu quello di ottenere informazioni su alcuni
aspetti dell'occlusione e delle funzioni gnatiche (mandibolari) e in
particolare: |
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a) forma anatomica e grandezza delle
arcate dentarie per lo studio dell'occlusione e delle funzioni
mandibolari
b) posizione
intercuspidale e sue relazioni con la posizione retrusa della
mandibola c) contatti occlusali in
diverse posizioni funzionali mandibolari d) movimenti mandibolari, (forma e grandezza del
ciclo masticatorio) ed estensione dei contatti occlusali durante la
masticazione |
Il campione di soggetti esaminati
da Beyron (1964), era costituito da maschi e femmine, divisi in tre gruppi di
età (adolescenti, adulti e anziani). Da una valutazione iniziale, si
riscontrò una scarsa presenza di lesioni cariose, un'aspetto gengivale
caratterizzato da pigmentazione normale e lieve ipertrofia rispetto allo
standard europeo. I valori di profondità di sondaggio erano nella norma
(anche nei soggetti anziani), vi era assenza di mobilità dentale e buone
condizioni di igiene orale. Dopo l'esame clinico orale
generale, si eseguirono registrazioni occlusali per ogni singolo soggetto e sui
rispettivi modelli dentali montati in articolatori individuali
regolabili. Dall'esame anatomico dei denti e delle arcate dentarie
emerge che sia le dimensioni mesio-distali degli incisivi inferiori e superiori,
sia la larghezza e la lunghezza delle arcate dentarie sono maggiori negli
aborigeni rispetto alla media europea (Barrett, Brown & Mc Donald, 1963)
(biblio 10). Facendo eccezione per
alcuni soggetti di sesso maschile, sottoposti ad avulsione dentale cerimoniale,
quasi tutti i soggetti esaminati avevano arcate dentarie complete, con l'arcata
superiore più larga e più lunga dell'arcata
inferiore. La maggior parte dei soggetti aveva overbite
ed overjet incisivo con valori che diminuivano progressivamente con l'avanzare
nell'età, probabilmente a causa dell'abrasione (Lundström, 1948). Le
arcate dentarie erano regolari, indicando crescita e sviluppo armoniosi delle
strutture dento-facciali (Björk, 1962). Dalla comparazione
dei risultati dei tre gruppi presi in esame emergeva che il perimetro
dell'arcata dentaria andava incontro ad un accorciamento con l'avanzare
dell'età, a causa dell'abrasione occlusale e
interprossimale. Di conseguenza, anche nell'età adulta, le
arcate dentarie di questi individui andavano incontro a continue
modificazioni. Anche questi processi erano armoniosi; l'abrasione di
una parte dell'arcate dentarie era sorprendentemente simile all'abrasione della
parte opposta come angolazione e direzione della curvatura dei piani di
attrito. L'abrasione occlusale ed interprossimale era dovuta
quasi sicuramente alla masticazione energica e alla presenza di particelle
abrasive nel cibo. È improbabile che l'abrasione sia stata
causata da attività parafunzionali, data la sua simmetria.
All'interno di ogni gruppo, i contatti dentali interprossimali
erano mantenuti a prescindere dal grado di abrasione. I
dati ricavati da questo studio erano adatti per l'indagine dei movimenti
mandibolari e delle relazioni occlusali grazie alla consistente regolarità
e simmetria delle arcate dentarie, alla loro integrità, al mantenimento
dei contatti interprossimali (anche nei soggetti anziani con notevole
abrasione degli elementi dentali). Nella posizione più
retrusa della mandibola il raggiungimento della massima intercuspidazione
rappresenta una condizione ideale. Il movimento di chiusura in
massima intercuspidazione (occlusione abituale) si può produrre
senza deviazione. |
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| Modelli in
gesso di arcate dentarie di soggetti di differenti età: il grado di
usura è notevole. | |
Questo è segno che la funzione
muscolare nella chiusura automatica è in armonia con la posizione esistente di
massima intercuspidazione. Negli studi effettuati di Björk (1947),
Heath (1947), Posselt (1952) (biblio 11) e
Donovan (1953) in soggetti giovani con occlusione normale si è dimostrato che la
mandibola può assumere una posizione più retrusa rispetto a quella in massima
intercuspidazione, probabilmente per l'estensione dei legamenti (Posselt, 1952)
(biblio
11). La posizione centrica retrusa si trova
esercitando una leggera pressione sul mento durante il movimento ritmico di
chiusura e apertura della mandibola,seguendo l'asse cerniera terminale. La
posizione di contatto interdentale ottenuta dopo la chiusura in relazione
centrica, è la posizione di retrusione. Solo nel 10% dei
soggetti dello studio di Beyron (1964), (biblio 9) la
posizione di massima intercuspidazione coincideva con la posizione di
retrusione. La distanza media tra le due posizioni era poco più di 1
mm. Questo risultato è in accordo con i valori riportati in altri studi
effettuati su individui che si riteneva avessero un'occlusione eccellente
(Björk, 1947; Heath, 1947; Posselt, 1952; Donovan, 1953) (biblio 11). È da
notare che la distanza media tra la massima intercuspidazione e la posizione
retrusa della mandibola non si differenziava molto tra i gruppi di età
esaminati, nonostante si supponesse una grave discrepanza nel gruppo degli
anziani, dovuta all'abrasione e allo scivolamento in avanti della
mandibola. Contatti
occlusali in posizioni funzionali specifiche della mandibola
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Schemi di relazioni occlusali in
disclusione (protrusione e lateralità) si nota una funzione di
gruppo. |
Una manifestazione dello stato
funzionale dell'apparato dentale è il numero e la localizzazione dei contatti
occlusali fra denti antagonisti nelle diverse posizioni funzionali
mandibolari. Contatti occlusali in occlusione
centrica L'esame delle relazioni occlusali dei denti anteriori
mostra che nella massima intercuspidazione esiste uno spazio minuscolo tra gli
incisivi inferiori e superiori nella maggior parte dei soggetti; in molti dei
soggetti giovani c'era uno spazio anche tra i canini (Beyron, 1964) (biblio
9). Ciò è confermato anche nelle ricerche
precedenti (Brenner, 1943;Thielemann, 1956; Dierkes, 1957). Questo tipo di
rapporto non è contemplato nel concetto teorico di occlusione naturale o ideale,
in base al quale si verificano contatti simultanei su tutti i denti inferiori e
superiori (Friel, 1927; Stuart, 1964; Beyron, 1969; Ash & Ramfjord, 1982)
(biblio
12,13,14,15).
Contatti occlusali sul lato
lavorante A livello degli elementi dentari del lato lavorante, sono
stati registrati in ogni soggetto aborigeno numerosi contatti occlusali (Beyron,
1964) (biblio 9). Sia i premolari che i molari, partecipavano
alla guida di gruppo. Spesso, partecipavano anche i denti anteriori, soprattutto
i canini (meno frequente anche un incisivo). Questa funzione di gruppo
è stata considerata da Goldmann (1960) come una caratteristica di una occlusione
funzionale. Negli aborigeni, il numero medio di denti in
contatto sul lato lavorante aumentava con l'età, probabilmente a causa
dell'abrasione. Negli studi effettuati su soggetti Europei sono stati
registrati contatti solo su pochi denti del lato lavorante. In questi ultimi
infatti, per la presenza di una guida canina ripida, i denti dei settori
latero-posteriori discludono (Hildebrand, 1931; Salzman,
1957). Da tutto ciò emerge che le posizioni di lateralità
sono posizioni funzionali estremamente importanti.
Contatti occlusali sul lato di non lavoro o
bilanciante Una caratteristica degli aborigeni Australiani era
l'assenza di contatti occlusali sul lato bilanciante (Beyron, 1964)
(biblio
9). Il concetto di occlusione
bilateralmente bilanciata di Mc Collum, prescrive invece contatti uguali
bilaterali nei movimenti di lateralità della
mandibola. |
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Contatti occlusali nella protrusione Nel
movimento di protrusione della mandibola, partecipavano un numero
variabile di denti anteriori (raramente anche i premolari). Nel maggior
numero di soggetti vi erano contatti su un gruppo di due-quattro denti
anteriori. Nei soggetti più anziani, aumentava la frequenza di
contatti fino a cinque o più denti. Dall'esame del movimento di
protrusione della mandibola emerge che questo movimento è realizzato da
una guida di gruppo (funzione di gruppo), una caratteristica dei soggetti
aborigeni (Beyron, 1964) (biblio 9).
Tipologia di contatti
occlusali nell'occlusione naturale Lo stato funzionale della
dentatura si può esprimere anche utilizzando il numero e la localizzazione
dei denti in contatto nelle diverse posizioni funzionali della
mandibola. È importante conoscere in modo dettagliato la
distribuzione dei contatti occlusali, per la valutazione dei movimenti
masticatori. Nei soggetti aborigeni studiati da Beyron
(1964)(biblio
9) la presenza dei contatti occlusali è stata
determinata usando strisce di celluloide con uno spessore da 0,03 mm.
interposte tra i denti antagonisti. I risultati sono stati
riportati nelle seguenti tabelle per ogni tipo di posizione funzionale
mandibolare.
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Cinematica mandibolare durante la funzione occluso
masticatoria misurata dal punto interincisivo
inferiore. |
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