| Considerazioni sul rapporto tra
occlusione e postura
Viene qui di seguito riportato il testo
della relazione tenuta dal Prof. Riccardo Ciancaglini al Convegno della Società
Francese di Gnatologia (Occlusodontie)’Occlusion et Manducation’
il giorno 5-6 marzo 1999 a Nizza e pubblicata in versione CD:
Il problema dei rapporti tra
postura e occlusione è certamente un tema intrigante. Il mio personale
interesse nei riguardi di tale problema risale ai primi anni novanta, quando con
un gruppo formato da ortopedici, fisiatri, oto-neurologi con posizioni di
responsabilità apicali (direttori di reparti ospedalieri o universitari),
fondammo la AISP Associazione Interdisciplinare di Studio della Postura, mossi
dal desiderio di affrontare sulla base di evidenze scientifiche la clinica dei
disordini posturali e craniomandibolari. Il corpus
dottrinario scientifico di una attività molto intensa svolta in quegli anni che
coinvolse con entusiasmo molte centinaia di colleghi si tradusse nella
pubblicazione di tre volumi. (proceedings di tre convegni internazionali
organizzati a Venezia) (biblio 41,42,43).
Nonostante la ricchezza e la
eterogeneità delle tematiche trattate e l'originalità dei contributi forniti dai
numerosi partecipanti ,non si riuscì, a dimostrare o a negare in maniera
conclusiva il rapporto di causa effetto potenzialmente esistente tra postura e
occlusione e costantemente riproposto sulla base di osservazioni ed esperienze
cliniche. Perciò, nel 1994 fu interrrotta la
tradizione dei Congressi Internazionali dell'AISP e gli sforzi si concentrarono
su un deciso impegno a organizzare una Consensus Conference sui rapporti tra
postura e occlusione.
Come segretario della
European Academy of Craniomandibular Disorders con il patrocinio della
Associazione Interdisciplinare di Gnatologia Clinica di cui ero presidente
organizzai a Milano un Meeting 'Operativo' nel quale due esperti designati in
rappresentanza della Società Italiana di Ortodonzia (SIDO) e due designati dalla
Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitazione (SIMFER) discutessero sulla
base della letteratura internazionale accreditata la validità della ipotesi di
correlazione (TESI) contro (versus) quella di assenza di correlazione (ANTITESI)
coordinati dal Prof. Sandro Palla Presidente Scientifico della EACD.
Ciò avvenne nel Maggio
1997.
Consensus "Posture and Occlusion: Evidence or Correlation
Hypothesis”
Milano, May 1st, 2nd ,
1997
Premise At
the present, there is no scientific evidence to support a correlation between
occlusai and posturai problems from either a functionai or morphologicai view.
Therefore, there is even less evidence for a cause - effect
relationship. This does not exclude the opportunity to study with a rigorous
and meticulous scientific protocoi the problem of the reiationship between
occlusion and posture, both in healthy subjects and in
patients.
Clincal implications In the Iight of the objective,
scientific knowledge, reversibie or irreversibie occiusai therapies are not
justified for the treatment of posturai problems. Conversely, physical and
rehabilitative therapies are also not justified for the treatment of occlusal
problems.
Guídelines for Research It is therefore appropriate
to direct research specifically towards the study of the correlations between
occlusion and posture rather than towards the study of the singie aspects. It
is necessary to search for clinically relevant effects through correct research
protocols that apply sustained changes. (biblio 44)
In sintesi si stabilì che non esistevano prove
scientifiche per legittimare l'esistenza di correlazione e tanto meno di
rapporti causa/effetto tra problematiche posturali e occlusali, senza tuttavia
negare l'importanza e l'interesse della ricerca su tale argomento. Si
affermò con grande chiarezza la inopportunità di trattamenti sull'occlusione per
motivazioni posturali e vice cersa.
Le conclusioni cui si
giunse restano ancor oggi il documento più accreditato e utilizzato dalla
comunità clinico scientifica e forense Italiana (citato in controversie medico
legali) su questo argomento.
I quesiti che dobbiamo
porci allora sono: 1) dal 1997 a oggi sono state
prodotte nuove evidenze scientifiche su tale argomento? 2)
quale può essere un ragionevole comportamento clinico alla luce delle evidenze
attuali?
L'approccio che fino ad oggi è
stato assunto nei riguardi di questo problema è duplice (ambivalente):
a) un approccio assertivo proprio delle medicine olistiche
(alternative /complementari) basato essenzialmente su esperienze
individuali
b) un approccio negativo o dubitativo proprio della
discipline medico scientifiche ufficiali fedeli al metodo clinico sperimentale e
alle evidenze statistico probabilistiche.
Se
mi è consentito esprimere una opinione personale, credo che la medicina
ufficiale, oggi più che mai,non possa prescindere da un una pratica clinica
'evidence based' , cio non solo in ossequio a una tradizione medica assai
radicata nelle scuole mediche occidentali (metodo clinico sperimentale) ma
soprattutto alla luce di trasparenza qualità e affidabilità imposte dalle
compagnie assicurative come già accade negli U.S.A. dove non sono ipotizzabili
rimborsi per cure non convalidate da una prassi 'evidence based'.
La circolazione della informazione relativa a tali cure 'accreditate'
possibile su scala mondiale attraverso la rete (internet) renderà del tutto
inaccettabile o meglio 'inadeguata a rimborso ' qualunque tipo di cura non
convenzionale, non condivisa dalla comunità scientifica ('alternativa').
Tuttavia,è merito delle pratiche mediche alternative la
notevole opera di sensibilizzazione della medicina ufficiale verso un approccio
al malato più unitario e unificante le diverse componenti psicobiofisiche e
basato sulla pratica di una semeiotica fisica assai raffinata (tecniche di
palpazione manipolazione etc). Quali sono
attualmente i cardini della ipotesi di correlazione tra postura e
occlusione
1) osservazioni anatomiche. Queste si basano sul
riscontro di: connessioni legamentose/miofasciali cranio cervico
mandibolari,biomeccanica mandibolo ioidea cervicale, origine embriogenetica di
ATM e apparato otovestibolare
2) esperienze
cliniche (effetti sintomatologici reciproci che segnalano in corso di
patologie trattamenti cervicali e e occlusali)
3) evidenze
sperimentali che dimostrano effetti posturali indotti da perturbazioni occlusali
(particolarmente interessanti a questo riguardo i lavori di Ferrario - www.naturmed.unimi.it )
Le nostre esperienze a questo riguardo si basano su due indagini, una
delle quali ancora in corso effettuate su un campione assai attendibile in
quanto non patologico o selezionato, composto da studenti del corso di laurea in
odontoiatria suddiviso in base alla presenza di segni e sintomi disfunzionali in
due sottogruppi (sintomatici e non) Il profilo di tale
campione è illustrato in questa immagine: 28 soggetti di età compresa tra 24 e
41 anni, con la media a 25 anni.
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Profilo del campione non selezionato di soggetti (studenti di
odontoiatria) sottoposti a tests posturali (stabiliometria a
posturometria) in differenti relazioni
intermascellari.
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Nella prima indagine abbiamo
valutato con metodo posturometrico stabilometrico (pedana computerizzata) la
ipotesi che alcune relazioni occlusali o intermascellari (relazioni
craniomandibolari) inducessero modificazioni del baricentro corporeo
(stabilometria) o della pressione (carico) podalico (posturometria).
Ciò nei soggetti asintomatici a confronto con quelli con segni e
sintomi disfunzionali (Indice di Helkimo)(biblio 49) .
Sono state considerate in due
diverse condizioni influenti sulla postura (occhi chiusi e occhi aperti) le
seguenti situazioni: 1) occhi aperti con mandibola
in rest position 2) occhi chiusi con
- mandibola in rest position
- massimo serramento delle arcate
- massima apertura della bocca
- massima protrusione
- occlusione con rulli di cotone interposti
Esiste una
significativa differenza confrontando tutte le situazioni prese in esame solo
per le condizioni - occhi aperti in rest position
- occhi chiusi in massima contrazione
(serramento) tra i soggetti normali e patologici per la
distribuzione dei carichi podalici (posturometria)che in questi ultimi risulta
più sbilanciata (asimmetrica).
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La
differenza tra soggetti normali e affetti da disordini temporo mandibolari
(TMD) si dimostra solo all'analisi posturometrica (area di appoggio
podalico) nelle condizioni con asterisco* azzurro.
Legenda:
0 = occhi aperti mandibola in rest position C =
occhi chiusi C1 rest position C2 maximal
clenching C3-maximal opening C4-maximal
protrusion C5-cotton roll
interoclusale |
Ciò sembra deporre per una netta
asimmetria di appoggio (disordine posturale?) in soggetti con asimmetria cranio
facciale funzionale (disfunzione temporo mandibolare monolaterale).
In conclusione esisterebbe una correlazione tra occlusione e postura
intesa come coerenza tra una asimmetria disfunzionale a livello cranio facciale
e somatica generale (appoggio plantare). In una indagine
più recente , è stato preso in esame un campione analogo al precedente ma più
consistente per numero di soggetti (40 studenti) per valutare se l' asimmetria
nella distribuzione dei contatti occlusali potesse essere correlata con segni e
sintomi disfunzionali e su quale lato.
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Profilo del campione non selezionato di soggetti (studenti in
odontoiatria) sottoposti a valutazione dell'occlusione dentale (asimmetria
nella distribuzione dei contatti occlusali) suddivisi in soggetti senza e
con disturbi temporo mandibolari (rispettivamente noTMD e
TMD)
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Qui vedete la distribuzione
gaussiana bimodale dei contatti dal lato destro e sinistro nei soggetti
disfunzionali e non.
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Distribuzione dei contatti occlusali (al centro del diagramma
gli incisivi e agli estremi i molari) nei due sottogruppi TMD e noTMD . Si
noti la uniformità nelle distribuzione dei contatti nei due sottogruppi
che dimostrano netta prevalenza nelle sedi
molari. |
Come vedete è apparentemente
sovrapponibile e ripete un modello già da noi dimostrato in una precedente
indagine dove abbiamo evidenziato i contatti suddivisi in:
• infracontatto •
normocontatti •
sovracontatto
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Distribuzione dei contatti occlusali per ogni settore dentale
dagli incisivi (1) ai secondi molari (7) suddivisi per intensità
lieve/normale/ eccesiva (rispettivamente
infra/normo/supra) |
Si distribuiscono con intensità
decrescente da molari agli incisivi. La valutazione statistica è
stata piuttosto accurata (test non parametrico di Wilcoxon e Mann Whytney) e i
risultati hanno dimostrato chiaramente che i soggetti con asimmetria occlusale
presentano segni di disfunzione dallo stesso lato dei contatti prevalenti più
frequentemente rispetto ai normali (biblio 48,50) .
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Differenza dei valori di asimmetria occlusale
(distribuzione asimmetrica del carico) in soggetti sani (noTMD) e affetti
da disturbi temporo mandibolari (TMD). Si noti la maggiore prevalenza
statisticamente significativa di asimmetria in soggetti con disturbi
temporo mandibolari. |
Ciò fornisce un ulteriore
contributo alla ipotesi della asimmetria come premessa o causa di
disfunzione. Desidero infine portarvi i risultati preliminari di una
altra indagine che apre interessanti prospettive applicative alla pratica
clinico-riabilitativa occlusale (ortognatodontica e maxillo
facciale). Lo stesso campione della indagine precedente è
stato indagato con metodo fotogrammetrico digitale per stabilire se gli assi e
i piani craniali di riferimento in particolare: •
l'asse bipupillare • il piano di
Francoforte • il piano occlusale
definissero sul
piano di analisi frontale (coronale) e sagittale , rispetto al piano orizzontale
e verticale (orizzonte visivo e filo a piombo) angoli e di quale entità nei
diversi sottogruppi di pazienti. Ciò allo scopo di tenerne
nel dovuto conto nel montaggio standard dei modelli in articolatore e nella
analisi fisiatrico fisioterapeutica del distretto craniocervicale. Valutazione
che dovrebbe precedere una riabilitazione orale o interventi maxillo facciali di
una certa complessità.
Le conclusioni sono a mio avviso di grande
interesse metodologico e clinico pratico.
Sul piano sagittale di
analisi il piano di Francoforte risulta inclinato indietro (estensione del capo)
di circa un grado rispetto al piano orizzontale, mentre il piano occlusale
rispetto al piano di Francoforte risulta inclinato in basso (rotazione oraria)
di circa 13 gradi (12 rispetto all'orizzonte).
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Valori angolari di inclinazione del piano occlusale rispetto
al piano di Francoforte in soggetti non affetti (noTMD) e affetti da
disturbi temporo mandibolari (TMD) (analisi sul piano
sagittale)
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Dati questi coerenti con la
letteratura. Nessuna differenza esiste per questo parametro tra soggetti normali
e disfunzionali. Il dato più interssante emerge invece
dall'analisi sul piano frontale dove soggetti con segni disfunzionmali
monolaterali (I di Helkimo) presentano una prevalente inclinazione del piano di
Francoforte con rotazione in senso antiorario, nella misura di oltre 2 gradi
(fino a 5) (biblio 46,
47).
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Valori angolari di inclinazione del piano occlusale rispetto
al piano di Francoforte correlati alla linea medio sagittale. Analisi sul
piano sagittale (figura a sinistra) e frontale (figura a
destra). Le differenze di inclinazione sono significative nei
soggetti con disturbi temporo mandibolari (TMD) nei quali il piano
occlusale è più inclinato in senso antiorario rispetto a soggetti non
affetti da disturbi temporo mandibolari
(noTMD). |
Ciò riconferma l'asimmetria come
parametro indicativo di disfunzione o eziopatogeneticamente rilevante a diversi
livelli del sistema craniocervico mandibolare e apre una prospettiva di grande
interesse nella clinica per la collaborazione tra odontoiatra,
fisiatra/fisioterapista senza escludere il possibile ruolo del
otorinolaringoiatra e dell'oftalmologo. In questo caso è
evidente l'inadeguatezza di attuare una riabilitazione orale prima di avere
ripristinato a livello del rachide cervicale corretti rapporti posturali
nell'ipotesi di una reversibilità.
Se infatti trattassimo il caso
solo da un punto di vista occlusale e maxillo faccilale correremmo il rischio
che un difetto posturale transitorio e reversibile spontaneamente o dopo terapia
fisiatrica )evidenzi dopo la sua risoluzione una asimmetria occlusale con
prevedibili ripercussioni negative sulla estetica e funzione occlusale (anche se
in un tempo differito a quello del trattamento odontoiatrico).
In
questa prospettiva distrettuale e cioè a livello cranio cervico mandibolare
credo di potere concludere circa l'esistenza di consistenti rapporti tra
occlusione e postura. Per considerazioni più generali in una
prospettiva globale olistica confermo la mia perplessità e la incapacità di
formulare un giudizio conclusivo. Quello che mi preme raccomandarvi è
l’importanza della collaborazione interdisciplinare basata sul rispetto dei
limiti delle proprie competenze. Recentemente nella nostra associazione
interdisciplinare di gnatologia abbiamo inaugurato il metodo di
teleconsulto/teleconferenza che riteniamo molto utile per il futuro.
Potremmo perciò concludere che il principio
della simmetria potrebbe essere assunto come criterio fondamentale delle nostre
diagnosi e obiettivo delle nostre terapie
(biblio
45).
Conclusioni In base
a quanto precedentemente esposto è possibile in via preliminare concludere
quanto segue: 1) una mole di osservazioni anatomiche,
cliniche e sperimentali depongono per l'esistenza di correlazioni
morfo-funzionali e fisio-patologiche fra il distretto occluso cranio-mandibolare
e il rachide 2) l'ipotesi di un'influenza dell'occlusione
e relazione cranio-mandibolare sulla postura è verosimile, ma necessita di
conferme da osservazioni controllate a medio-lungo termine; 3) il significato e la rilevanza del
rapporto occlusione-postura nella patologia e nella clinica vanno meglio
indagati; non sembra corretto in base alle evidenze attuali formulare
conclusioni sul rapporto causa-effetto tra specifici fattori-variabili
4) le conoscenze attuali non giustificano
l'indicazione a trattamenti sul sistema occluso cramomandibolare in base alla
sola evidenza di disturbi somatico-posturali né viceversa 5) l'esperienza clinica suggerisce la
fondatezza e l'adeguatezza di un approccio interdisciplinare sia diagnostico sia
terapeutico tra gli esperti in riabilitazione posturale (fisiatra, ortopedico,
oftalmologo, otoneurologo, dentista, fisioterapista, psicologo,).
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